Vai al contenuto

L’UCRAINA E IL REBUS DEL GAS

Un anno fa Vladimir Putin ha proposto la fusione di Gazprom e Naftogaz. Fino a oggi Kiev ha resistito però alle proposte di Cremlino e ora il presidente ucraino Victor Yanukovich sembra indirizzato verso una soluzione che consenta di mantenere il controllo del traballante gigante energetico alla Bankova, mettendo sul mercato una quota minoritaria dell’azienda. Forse.

È una partita su più fronti. L’appetito di Mosca per il sistema di trasporto ucraino è noto da tempo. Sul modello bielorusso, il Cremlino vorrebbe fare un boccone del gts dell’ex repubblica sovietica, ma Kiev non ci sta. Non solo è contraria l’opposizione guidata da Yulia Tymoshenko che si è sempre espressa contro la privatizzazione di aziende strategiche che andrebbe a mettere in pericolo gli interessi nazionali e la sovranità del Paese, ma anche Yanukovich e la lobby energetica sembrano voler approfittare ancora dello status quo.

E poi c’è la questione Southstream, che tanto fa piacere a Mosca, quanto crea dolori a Kiev. Con la sua costruzione l’Ucraina perderebbe il suo ruolo chiave di paese di transito. Per cui meglio cercare altre soluzioni per non affondare. La stessa Bruxelles crea incertezza, si oppone a Mosca, sembra non voler impegnarsi nella modernizzazione del gts e punta tutto sul Nabucco che bypassa Kiev allo stesso modo dell’avversato Southstream.

E allora? L’Ucraina presa nella tenaglia dei due gasdotti cerca di sopravvivere senza cedere all’abbraccio soffocante del Cremlino. Lo Stato vuole incassare circa 5-6 miliardi di dollari dalla vendita di una parte minoritaria di Naftogaz, ha bisogno di liquidità per dare maggior sicurezza a un sistema energetico da tempo sotto pressione. Yanukovich ha sollecitato modifiche alla strategia nazionale e ha detto che “se dobbiamo rinunciare a parte della società e vendere quote sui mercati internazionali dobbiamo farlo, non possiamo continuare a parlare senza prendere misure per rilanciare l’azienda, è necessario trovare buoni investitori”

Chi si possa gettare sulle quote di Naftogaz è ancora da scoprire, ma gli interessati non mancano. A Mosca, ma non solo.