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Ucraina: le mosse dei poteri forti

Occidente e Russia dovrebbero sedersi a un tavolo per provare a cucire una trattativa sul futuro federale dell'Ucraina. Ma gli equilibri dipenderanno anche dalle mosse degli oligarchi: Akhmetov e Poroshenko in prima battuta. 

(Scritto per Linkiesta)

Stazione centrale di Kiev (Archivio Rassegna Est)
Stazione centrale di Kiev (Archivio Rassegna Est)

di Stefano Grazioli

Il tavolo a Vienna sarà per quattro. Solo così si può infatti risolvere la crisi, con tutti gli attori ufficiali coinvolti nelle trattative, nessuno escluso. O quasi.

L'economia ucraina (2014-2018)
L'economia ucraina (2014-2018)

Tra qualche giorno nella capitale austriaca si troveranno i rappresentanti di Ucraina, Russia, Unione Europea e Stati Uniti, non solo perché le conseguenze di un’escalation riguarderebbero tutti, ma perché a condurre all’emergenza ognuno ha fatto la sua parte. Non è solo la questione della longa manus del Cremlino nei moti insurrezionali delle regioni del sudest dell’ex repubblica sovietica, ma del come e del perché si è arrivati a una situazione del genere, partendo dal fatto che meno di cinque mesi fa la protesta a Kiev contro Victor Yanukovich era cominciata a causa della svolta filorussa dell’inquilino del palazzo presidenziale in via Bankova.

Dalla pacifica rivolta di Euromaidan si è passati a un epilogo bagnato dal sangue, poi a un cambio di regime non proprio trasparente, passando successivamente all’annessione da parte della Russia della Crimea, per finire con il rischio di un conflitto internazionale e il collasso di uno Stato che non riesce a stare in piedi da solo, strattonato inoltre da Est e da Ovest.

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1 pensiero su “Ucraina: le mosse dei poteri forti

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