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Nelle elezioni che si tengono nelle democrazie, o presunte tali, è visto con sospetto il fatto che un presidente raggiunga oltre il 90% di voti. Può capitare, per carità. Anzi è la regola nelle repubbliche dell’ex Unione Sovietica, dove a 20 anni dall’indipendenza comandano ancora gli ex comunisti di un tempo, da Nursultan Nazarbayev in Kazakistan a Emomalii Rahmon in Tagikistan, giusto per fare due esempi. Eletti e rieletti, a furor di popolo. Come ha fatto notare il sito web francese Slate.fr in un recente articolo dedicato ai dittatori più votati del mondo, il vizietto degli autocrati che hanno ottenuto maggioranze schiaccianti nei rispettivi Paesi è una peculiarità prima di tutto africana (vedere agli esempi finiti male di Ben Ali e Hosni Mubarak) e in secondo luogo postsovietica. ...continua a leggere "SAAKASHVILI, LE ROSE E WIKILEAKS"

A Baku il petrolio dà un po' alla testa. Non solo a chi qui sta da sempre, cioè alla famiglia Aliyev – quella che da un ventennio fa il bello e il cattivo tempo e ha inventato un modello tutto speciale che può essere definito come democrazia ereditaria – ma anche a chi ci arriva e deve mettersi a capire e raccontare quello che succede sulle sponde del Caspio. Un esempio per tutti, quello del chargé d’affaires Donald Lu, uno che nei dispacci per Washington pubblicati da Wikileaks ha descritto l’attuale capo di Stato come una sorta di Corleone double face, Michael fuori e Sonny dentro. ...continua a leggere "ILHAM ALIYEV: IL PADRINO DI BAKU"

L’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Decorato di Gran Cordone, è stata conferita a Islam Abduganievich Karimov il 5 maggio 1997 dal presidente Oscar Luigi Scalfaro. Perbacco. L’Ordine al Merito della Repubblica Italiana è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”. Perché il presidente uzbeko, dittatore centroasiatico al potere dal 1991 (prima era il capo del partito comunista locale) sia stato insignito dell’Ordine è un qualcosa che rimane nel mistero. ...continua a leggere "IL SULTANO DI TASHKENT"

I dispacci della diplomazia americana resi pubblici all’inizio di dicembre da Wikileaks hanno attirato l’attenzione dei media più del necessario. Fermiamoci a quelli italiani, prendendo uno di quelli che hanno suscitato più clamore, come quello dell’Ambasciatore Ronald Spogli in cui si ripercorrono le relazioni tra Russia e Italia, in cui non è che si trovino elementi nuovi o sconvolgenti. Quando Spogli scrive che “Berlusconi ammira in Putin lo stile macho, decisionista e autoritario del suo modo di governare” non racconta probabilmente qualcosa di inesatto, più che altro offre materiale per un dibattito interno italiano. ...continua a leggere "RUSSIA, GEORGIA, ITALIA E WIKILEAKS"

È un po’ vanesio, difficile, vendicativo, sospettoso, un grande attore, un bugiardo patentato. È l'unico figlio maschio in una famiglia di otto figli. Suo padre è una guardia carceraria andata in pensione con il grado di colonnello, la madre casalinga. Il genitore, molti la pensano così, è più intelligente del figlio. Ha una moglie turkmena, che vive a Londra, e un’amante russa, ex infermiera nella sua vecchia clinica dentistica. Ha due figlie e un figlio con la prima e una figlia di 14 anni con la seconda.  Quello che ha raccontato Sylvia Reed Curran, l’incaricata d’affari all’ambasciata americana di Ashgabat, a proposito del capo di stato turkmeno non lascia pensare che Gurbanguly Berdimuhamedov sia proprio uno statista di grande spessore. ...continua a leggere "IL SIGNORE DI ASHGABAT"