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Il sindaco di Budapest ha deciso di usare bastone e carota per affrontare la questione dei senzatetto. Ma il bastone è più lungo della carota e per gli 8mila poveri senza fissa dimora della capitale ungherese si preannunciano tempi duri. Il consiglio comunale ha approvato in primavera un emendamento al regolamento edilizio che vieta l'utilizzo di spazi pubblici per scopi abitativi. Fuori dal linguaggio burocratico, significa che nessuno può addormentarsi in un cortile o sotto un portone. Il provvedimento entrerà in vigore a breve.

I senzatetto sono diventati automaticamente dei criminali. «Il problema si era radicalizzato negli ultimi tempi», ha detto il sindaco Istvan Tarlos, «e richiedeva non solo interventi di natura sociale ma anche repressivi». Legge e ordine contro una massa di indigenti che la crisi economica degli ultimi anni ha gonfiato a dismisura.

L'assistenza può aspettare. L'amministrazione ha messo mano a un progetto di riconversione di tre palazzi comunali da destinare a dormitorio pubblico. La spesa è di un milione e mezzo di euro, ma la capienza complessiva sarà di 350 posti letto, appena una goccia nel mare del bisogno dei budapestini.

Per monitorare l'emergenza, Tarlos aveva nominato un apposito commissario, una combattiva esponente del partito ecologista di opposizione, Agnes Somfai, che si è rivelata una delle più strenue accusatrici della nuova legge. Assieme al difensore civico ne aveva chiesto con forza il ritiro: il sindaco è andato avanti per la sua strada e lei s'è dimessa.

La tendenza ad andare per le spicce trova sempre più consenso tra le amministrazioni. Budapest arriva già in ritardo al giro di vite sui senzatetto: in un piccolo comune della provincia, Tatabanya, il divieto di dormire in spazi pubblici è in vigore da fine agosto. I numeri sono più piccoli, ma le proporzioni sono le stesse della capitale: a fronte di 485 senza tetto, il comune di Tatabanya ha predisposto 23 posti di emergenza in ostello. Diventeranno 52 durante il rigido inverno.

(Pubblicato su Vita)

Guido Westerwelle sa di camminare sulle uova ma la cosa sembra quasi divertirlo. Da un paio di settimane ha preso di petto il tema più sensibile nella società tedesca, la sostenibilità dei sussidi ai disoccupati, con un crescendo di dichiarazioni e battute che hanno scosso l’apatica routine in cui è sprofondato il primo governo giallo-nero guidato da Angela Merkel (e di cui Westerwelle è vice-cancelliere). ...continua a leggere "LA GUERRA DI GUIDO"