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La nuova crisi con la Russia sul mare d'Azov riaccende i riflettori sull'Ucraina, alla vigilia delle elezioni presidenziali del 31 marzo 2019. Il malessere di un paese che, ancora una volta, si sente tradito a cinque anni dalla rivolta di Maidan. L'economia langue, le riforme non ci sono state, gli investitori frenano spaventati dalle incertezze sul dopo voto. All'orizzonte rispunta l'eterno ritorno di Julia Tymoshenko, a proposito di traditori di rivoluzioni. L'analisi su Start Magazine.