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Uno dei più grandi istituti di credito dell'Europa centrale, la Deutsche Bank, vive da anni una situazione difficile. In questi giorni torna al centro dell'attenzione per nuovi scandali in cui sarebbe stata coinvolta. Sembrava una stagione gettata alle spalle dopo il pagamento di multe salatissime che ne tarpano i bilanci. Su Start Magazine l'analisi attraverso i commenti della stampa tedesca.

Nuove preoccupazioni accompagnate da un tonfo alla Borsa di Francoforte nella seduta del 22 novembre per la Commerzbank, la seconda banca tedesca, in parte statalizzata dopo la crisi finanziaria del 2008. «Secondo indiscrezioni raccolte in ambienti finanziari, la Commerzbank avrà bisogno di molti più capitali rispetto a quello che era stato preventivato per centrare il target di Core Tier 1 al 9% entro giugno 2012», ha scritto l'Handelsblatt.

La nuova cifra che è circolata potrebbe aggirarsi attorno ai 5 miliardi di euro e l'indicazione proverrebbe da un rapporto interno degli analisti della banca. «Questa ipotesi», ha proseguito il quotidiano di Düsseldorf, «diventerebbe realtà nel caso in cui le autorità di controllo bancario europeo dell'Eba dovessero portare avanti il piano di imporre requisiti patrimoniali più severi per gli istituti di credito, per accrescere le difese contro ulteriori tempeste finanziarie».

La notizia si è sparsa velocemente sui mercati e gli operatori di Borsa, di questi tempi estremamente sensibili, hanno punito il titolo di Commerzbank che ha ceduto quasi il 10%, toccando il valore negativo record di 1,2180 euro. L'Handelsblatt ha poi spiegato: «Sulla base dei dati riferiti al secondo trimestre, la banca tedesca aveva stimato un fabbisogno di capitale attorno ai 2,9 miliardi di euro. Ma i dati del terzo trimestre hanno peggiorato la situazione, facendo registrare una perdita di ulteriori 700 milioni di euro, anche se non è chiaro fino a che punto questa perdita abbia inciso sul nuovo calcolo del fabbisogno di capitale».

L'organo di controllo europeo Eba ha da tempo annunciato di voler richiedere un nuovo aumento del capitale delle banche del continente, una misura che rischia di creare enormi problemi a molti istituti. La Germania, assieme ad altri Paesi, sta cercando di opporre resistenza. «I governi europei intendono in questo modo ristabilire la fiducia degli investitori internazionali verso questo settore particolarmente colpito dalle crisi finanziarie degli ultimi anni», ha ripreso ancora il quotidiano economico, «dal momento che gli istituti di credito soffrono per aver sottoscritto in maniera massiccia le obbligazioni statali di molti Paesi europei. Una condizione che si riflette nell'assottigliamento del loro tetto di capitale. Nel settore, tuttavia, l'azione dell'Unione Europea si scontra con violente critiche, perché l'aumento di capitale preteso andrebbe ben oltre le nuove richieste del regolamento internazionale di Basilea III».

Nei corridoi dell'Eba, si sussurra che le cifre allo studio non sono ancora definitive, e tutto quel che finora è trapelato ai mass media è frutto di supposizioni e interpretazioni. Ma l'agenzia di stampa Reuters è venuta a conoscenza della cifra che racchiuderebbe il fabbisogno di capitale di tutte le grandi banche tedesche: più di 10 miliardi di euro. La Commerzbank, che di tutte le grandi banche ha le necessità maggiori, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione alla stampa. «Con l'aumento del fabbisogno di capitale è cresciuta anche la pressione nei confronti del capo dell'istituto Martin Blessing», ha concluso l'Handelsblatt, «che aveva legato il proprio destino personale alla scommessa di coprire il buco bancario entro la metà del 2012, senza dover ricorrere ancora una volta all'aiuto dello Stato».

Un aiuto che Commerzbank era stata costretta a chiedere dopo la crisi finanziaria del 2008, restituendo poi allo Stato negli anni successivi una parte del prestito ottenuto.
Il consiglio di amministrazione ha promesso di raggiungere l'obiettivo riducendo in prima linea il rischio di bilancio attraverso la sottoscrizione di capitale, poi bloccando la nuova attività della finanziaria immobiliare Eurohypo, infine diminuendo il raggio di concessione dei crediti a lunga scadenza, che saranno affidati solo a quelle attività che hanno a che fare con i mercati tedeschi e polacchi, che rappresentano il core-business dell'istituto. Ma molti analisti finanziari ritengono che anche i Länder e i Comuni tedeschi dovranno mettere in preventivo un drastico taglio nella concessione dei crediti.

(Pubblicato su Lettera43)