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Il nuovo governo di centrodestra tedesco non modificherà di una virgola la politica verso la Russia. Non ci saranno stravolgimenti, ripercussioni, cambiamenti di rotta. Berlino e Mosca continueranno ad avere buoni, ottimi rapporti. Anzi, l’asse si salderà sempre di più. Basta sapere come vanno le cose oggi e dare un’occhiata a qual è stata la strategia al Kanzleramt e al Cremlino negli ultimi vent’anni. ...continua a leggere "NON CAMBIA LA OSTPOLITIK"

Il senso politico profondo del successo elettorale del centrodestra in Germania sta nella voglia di stabilità manifestata dalla maggioranza degli elettori tedeschi. L’alleanza fra Cdu/Csu e liberali era l’unica proposta in grado di chiudere la stagione della Grosse Koalition e allo stesso tempo evitare la palude delle alleanze inedite che avrebbero dilatato nello spazio e nel tempo l’incertezza generale. Con la svolta a destra, gli elettori hanno consegnato alla storia delle fasi emergenziali il connubio fra i due grandi partiti alternativi e hanno dato il via libera a una coalizione tradizionale, che nella storia tedesca ha assicurato molti anni di governo buono e stabile. Se il risultato semplifica la scena politica, le sue ragioni sono invece varie e complesse. ...continua a leggere "IL VENTO DEL SUD"

La gioia è un palco affollato di giovani leoni e vecchie glorie del partito liberale che si accalcano attorno a Guido Westerwelle per festeggiare il miglior risultato della storia dell’Fdp. La soddisfazione è il sorriso di Angela Merkel che tira un respiro di sollievo e corona l’obiettivo mancato quattro anni fa di guidare un governo organico di centrodestra. La Germania chiude la stagione della grande incertezza scegliendo l’unica soluzione politica che poteva relegare la Grosse Koalition a quello che è sempre stato nella storia politica tedesca: una stagione straordinaria che l’elettorato non ama. ...continua a leggere "ALLA RICERCA DELLA STABILITÀ"

Il vero vincitore di queste elezioni è Guido Westerwelle, il politico che ha portato i liberali allo storico risultato del 15 per cento e che consentirà ad Angela Merkel di coronare, quattro anni dopo, l’obiettivo di assicurare alla Germania un governo organico. La Grosse Koalition va in archivio, confermandosi una soluzione straordinaria, buona solo per i periodi di emergenza e comunque non amata dagli elettori. L’Spd conosce la sconfitta più amara della sua storia, un tracollo di oltre 11 punti, e anche la Cdu, che pure può festeggiare il nuovo governo, s’è persa per strada quasi due punti. Bene i verdi e benissimo la Linke, che diventa quarto partito con il 12,5 per cento. Ma l’uomo del giorno è, senza dubbio, Guido Westerwelle. ...continua a leggere "IL MONDO DI GUIDO WESTERWELLE"

Il politologo Richard Stöss della Freie Universität di Berlino ha pochi dubbi. Dati e tabelle alla mano, analizza la parabola discendente del consenso della Grosse Koalition, poi azzarda: «Secondo me avremo un cambio di governo». Nella sfera di cristallo di sondaggi ancora colmi di elettori indecisi, la chiave delle elezioni tedesche di domenica è nei mandati diretti. «Lì la Cdu/Csu dovrebbe fare man bassa e dunque ottenere con i liberali la maggioranza anche se la somma dei due partiti nel proporzionale dovesse attestarsi sotto il cinquanta per cento». Tuttavia, a ventiquattr’ore dall’apertura delle urne, alcuni sondaggi più recenti rimettono in discussione questa prospettiva, registrando una rimonta socialdemocratica e un calo del centrodestra che, complessivamente, non supererebbe il 45 per cento: troppo poco. Ogni previsione è dunque a rischio di smentita. ...continua a leggere "AL VOTO UN PAESE SOSPESO"