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Dal Baltico all’Adriatico

"Verde cortina" è il nuovo progetto di Rassegna Est. Un viaggio dal nord della Germania a Trieste, a venticinque anni dal crollo del Muro e dalla fine della guerra fredda. Testi e foto. 

Ungheria, Pecs (Ignacio Maria Coccia)
Ungheria, Pecs (Ignacio Maria Coccia)

A dirla tutta il punto più a nord della cortina di ferro, stando alle parole di Winston Churchill, sarebbe Stettino, in Polonia. «Da Stettino sul Baltico a Trieste sull’Adriatico una cortina di ferro è calata sull’Europa», disse nel 1946, nel corso di un viaggio in America. Allora la Germania non s’era ancora sdoppiata e in effetti era da Stettino che prendeva forma la lunga linea di separazione che, correndo per duemila chilometri, sanciva il dato di fatto della divisione europea, tra blocco dell’ovest e campo dell’est.

Oggi Stettino è una città di 400mila abitanti, che sembra finalmente uscita dal lungo limbo in cui ha vissuto. Ex città tedesca, passata alla Polonia per compensarla della perdita delle sue terre orientali, assorbite dall’Urss con il patto Ribbentrop-Molotov, Stettino subì dopo il 1945 un travaso di popolazione gigantesco. Se ne andarono i tedeschi, arrivarono gli esuli dell’est polacco. E così si dovette ricostruire da zero, tutto: dai palazzi all’identità cittadina.

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