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Meno turisti da Mosca

Dopo anni di crescita, si arresta il flusso di viaggiatori dalla Russia. Pesa il crollo verso l'Ucraina. Resistono però le destinazioni low-cost.

Turisti russi sulle spiagge della Crimea (Archivio Rassegna Est)
Turisti russi sulle spiagge della Crimea (Archivio Rassegna Est)

di Pierluigi Mennitti

Con un calo dell'1%, il 2014 sarà ricordato come un anno difficile per il turismo dalla Russia. Gli effetti combinati della crisi ucraina e della svalutazione del rublo hanno interrotto una crescita costante che durava ormai da molti anni e che aveva reso questo mercato uno dei segmenti più interessanti per l'intero settore turistico.

I dati, riferiti ai primi otto mesi dell'anno in corso, sono stati forniti dall'annuale Word Travel Trends Report dell'Itb, realizzato dall'Ipk International per conto della Fiera del turismo di Berlino, l'appuntamento europeo più importante per l'industria delle vacanze. Sono numeri da interpretare con qualche attenzione, perché disegnano uno scenario articolato e per nulla uniforme, all'interno del quale possono essere rintracciati segnali meno scoraggianti, soprattutto per il futuro e per alcune aree geografiche.

Crollo del turismo verso l'Ucraina

È preponderante, ad esempio, il peso del crollo del turismo russo in Ucraina nel calo complessivo: si tratta della seconda destinazione preferita dei russi, elemento che non sorprende se si include ancora la Crimea nei territori di Kiev. La flessione è stata del 50%, dato che da un lato ha contribuito ad appesantire la situazione economica dell'Ucraina, giacchè il flusso russo costituiva la colonna portante dell'industria turistica nazionale, dall'altro ha pesato in maniera decisiva nel bilancio generale del turismo dalla Russia. Senza il dato ucraino, infatti, il mercato russo avrebbe fatto registrare un aumento del 10% rispetto ai numeri da record del 2013.

Turisti russi nella Basilica di S. Nicola a Bari (Archivio Franco Oliva)
Turisti russi nella Basilica di S. Nicola a Bari
(Archivio Franco Oliva)

E questo nonostante la svalutazione del rublo abbia reso i viaggi all'estero mediamente più cari del 20%. Il mercato resta dunque vivace e allettante, i russi non hanno perso la voglia di viaggiare, ma nei prossimi mesi potrebbero accentuarsi alcune variazioni già registrate dal rapporto di quest'anno. Secondo gli esperti, la Turchia si consoliderà come la meta turistica preferita dai russi, dopo che già nel 2014 ha potuto vantare l'arrivo di 1 milione di turisti: i prezzi competitivi delle infrastrutture turche dovrebbero attenuare le paure legate al rublo mentre il clima politico del paese non dovrebbe creare problemi di convivenza. I prezzi low-cost favoriranno anche Cipro e la Grecia, per cui i russi hanno mostrato già nel 2014 un ritorno di fiamma, mentre è possibile che le contrapposizioni politiche facciano raffreddare la passione per due mete cresciute negli ultimi anni: Gran Bretagna e Stati Uniti.

Rublo debole e tensioni politiche

Bisognerà attendere i primi di dicembre per poter leggere tutto il rapporto in dettaglio. Per il momento bisogna accontentarsi delle anticipazioni fornite dall'ufficio stampa dell'Itb, che non contengono informazioni sul flusso turistico che dalla Russia arriva in Italia. È trapelato invece qualche dato su Germania e Spagna, destinazioni che hanno registrato un calo di arrivi, secondo gli esperti dovuto al deprezzamento del rublo.

Meno convincenti sono le prospettive ottimistiche che il rapporto fornisce per il futuro. Secondo gli analisti, il 2014 dovrebbe restare un incidente di percorso e già dal prossimo anno il flusso turistico dalla Russia riprenderà a crescere, in maniera moderata ma solida. Restano tuttavia serie incognite: il proseguimento delle sanzioni, economiche e finanziarie, non favorirà una ripresa economica della Russia, così come un rafforzamento del rublo rispetto a euro e dollaro, e in alcuni paesi (Stati Uniti, Gran Bretagna, ora anche Germania) il clima non più amichevole nei confronti dei cittadini russi potrebbe rappresentare ostacoli. Non tutti gli Stati dunque sono destinati ad avvantaggiarsi del piacere vacanziero dei russi. Più chiare invece le loro preferenze: sole e mare attirano il 55% dei turisti, che prediligono in grande maggioranza le destinazioni balneari, il 15% si orienta per le città, un 10% si affida a tour più articolati.

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