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I nuovi muri dell’Est

Nell'Europa centrale si tirano su barriere fisiche per separare i quartieri rom da quelli dove vive la maggioranza etnica del posto. Il caso più controverso è quello della Slovacchia. 

(Scritto per Reset Doc)

Kosice, Slovacchia, quartiere a forte presenza rom (romatransitions.org)

di Matteo Tacconi

Nell’anno appena trascorso Kosice, seconda città della Slovacchia, è stata capitale europea della cultura. Sono arrivati una cinquantina di milioni di euro in finanziamenti, oltre a una buona, buonissima risonanza mediatica. Ottima vetrina, indubbiamente. Ma non necessariamente declinata soltanto al positivo. È in virtù di questa esposizione mediatica che si è infatti venuto a sapere della storia del muro anti-rom eretto nel distretto di Zapad (Ovest), un’ampia porzione del quale è stata costruita al tempo del comunismo.

Tutto è iniziato lo scorso giugno, quando le autorità di Zapad, davanti alle crescenti lamentele dei residenti in merito a una serie di furti d’auto imputati ai rom e ai comportamenti “anti-sociali”, sempre a costoro attribuiti, hanno tirato su un muro, alto due metri e lungo trenta, proprio nel fazzoletto di quartiere dove le auto erano state rubate. La barriera serve a evitare che episodi simili si ripetano. “Non è che una misura di sicurezza”, questa la tesi delle autorità.

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