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INDUSTRIA TEDESCA, RICERCA E INNOVAZIONE

Uno dei segreti del ritrovato successo dell'industria tedesca nel mondo è rappresentato dagli investimenti che le imprese hanno riservato l'ultimo anno all'innovazione e allo sviluppo. Secondo una ricerca comparata della società di consulenza strategica Booz & Company riportata dalla Welt, «la quota del budget complessivo destinato dalle aziende tedesche alla ricerca e allo sviluppo di nuovi prodotti ha raggiunto nel 2010 l'8,9%, facendo registrare un balzo in avanti decisivo rispetto alla quota del 3,1% del 2009, anno in cui la crisi globale aveva ridimensionato gli investimenti».

Una crescita che, secondo lo studio citato, ha proiettato la Germania al vertice della speciale graduatoria europea, davanti a Francia e Svizzera, che tuttavia, secondo un'altra ricerca pubblicata una settimana fa dalla Fondazione Deutsche Telekom, mantiene la leadership mondiale per quel che riguarda la maggiore capacità competitiva (la Germania è quarta).

«L'industria tedesca ha reagito con grande rapidità alla fine della crisi finanziaria globale scatenatasi nel 2008», ha riassunto Klaus-Peter Gushurst, responsabile della sezione tedesca della Booz & Company, «puntando in maniera anticiclica a rafforzare i progetti di ricerca». Una strategia vincente, che ha permesso all'intero settore industriale di riprendersi meglio e più velocemente di quelli di altri Paesi dalla crisi e di farsi trovare pronto  all'appuntamento con la ripresa internazionale.

Con un'Europa alle prese con la nuova crisi dei debiti sovrani di alcuni Stati che minaccia la sopravvivenza stessa dell'euro, sembra quasi impossibile che, ancora pochi mesi fa, l'economia europea - e quella tedesca in particolare -  si confrontava con numeri positivi e con un clima di euforia comparabile con quello degli anni del boom. Eppure sono proprio quelle cifre legate agli investimenti nell'innovazione che fanno sperare in una tenuta del settore anche in questa fase difficile. «Il rapporto contiene anche un invito al mondo politico tedesco affinché trovi da parte sua meccanismi in grado di supportare finanziariamente la capacità innovativa delle imprese», ha proseguito la Welt, «ad esempio attraverso forme di incentivi e detassazione dei progetti di ricerca, come avviene in altri Paesi». La capacità di investire nel futuro, soprattutto nei momenti di crisi quando le restrizioni dei budget imporrebbero tagli ovunque, si rivela la migliore ricetta per la crescita futura in un'economia globalizzata e fortemente competitiva.

L'industria tedesca ha compreso la lezione e anche l'Associazione dell'economia tedesca (Sdw) ha certificato che, nell'anno in corso, l'intero comparto economico ha destinato ai progetti d'innovazione più denaro che in passato: «Secondo le stime realizzate, entro la fine del 2011 verrà superata la soglia dei 60 miliardi di euro di investimenti».

Una cifra incoraggiante, se non fosse che la competizione globale spinge anche i Paesi più virtuosi a non dormire sugli allori. L'indagine di Booz & Company ha rilevato come, nonostante gli sforzi compiuti, le imprese tedesche debbano fare sempre di più i conti con le aziende concorrenti dei Paesi emergenti. Il legame crescita-innovazione vale per tutti e la crescita impetuosa delle nuove economie mondiali si è accompagnata a uno sviluppo esponenziale degli investimenti nei settori della ricerca anche da parte di questi Paesi: «Nei mercati in pieno boom economico come Cina e India, gli investimenti per l'innovazione sono cresciuti del 40% e anche su questo versante il riequilibro su scala mondiale appare ormai un dato di fatto».

Ne è testimonianza il fatto che, proprio in conseguenza dell'irruzione delle dinamiche aziende appartenenti ai Paesi del Bric, il numero delle imprese tedesche presenti nella graduatoria dei primi 1000 gruppi industriali più innovativi della terra sia sceso in un anno da 50 a 46. «Le aziende tedesche devono stare molto attente a che il loro ruolo di leadership non venga scippato di mano dalle concorrenti dei Paesi emergenti», ha avvertito Klaus-Peter Gushurst, «e questo nuovo scenario pone delle sfide anche alla politica». Si tratta appunto di accompagnare agli investimenti generali che già lo Stato fa nel settore della formazione scolastica, misure specifiche dedicate ai progetti innovativi delle imprese. Una forma di detassazione potrebbe aiutare le imprese a mantenere inalterato il ruolo guida in questo settore così importante per la forza dell'economia tedesca.

(Pubblicato su Lettera43)