Vai al contenuto

Serbia e Bosnia, manovra d’avvicinamento

Il nuovo primo ministro serbo, Aleksandar Vucic, sceglie Sarajevo come primo viaggio all'estero. Un gesto simbolico, con un occhio di riguardo al processo di integrazione europeo e al business, il principale volano del dialogo nei Balcani.

(Scritto per Il Manifesto)

Sarajevo, ponte sulla Miljacka (Archivio Rassegna Est)
Sarajevo, ponte sulla Miljacka (Archivio Rassegna Est)

di Matteo Tacconi

Ak­san­dar Vucic non è sol­tanto il primo mini­stro serbo eletto con più voti nella sto­ria post-miloseviciana del paese. È anche un ex espo­nente del Par­tito radi­cale, la for­ma­zione dell’ultradestra fon­data da Voji­slav Seselj — che durante le guerre bal­ca­ni­che comandò squa­dracce para­mi­li­tari — ma dalla quale si è poi sepa­rato il Par­tito pro­gres­si­sta di cui attual­mente fa parte.

Va da sé che, dato che nei Bal­cani capita spesso che il pas­sato pro­ietti ancora la sua ombra sul pre­sente, la visita che ieri Vucic ha com­piuto a Sara­jevo, la prima all’estero da quando ha assunto la carica di capo del governo, forte del 48% incas­sato al recente voto dal suo Par­tito pro­gres­si­sta, ha ali­men­tato sospetti e retro­scena. D’altro canto a Sara­jevo la memo­ria dell’assedio pesa ancora.

 

L'economia bosniaca (2014-2019)
L'economia bosniaca (2014-2019)

La stampa sara­je­vese ha scritto, nei giorni scorsi che hanno pre­ce­duto il suo arrivo, che l’agenda del Par­tito pro­gres­si­sta pre­vede che Bel­grado debba espan­dere i pro­pri con­fini, inca­me­rando la Repu­blika Srp­ska, l’entità serba della Bosnia Erze­go­vina secondo il Trat­tato di Day­ton. Qual­cuno ha inol­tre mor­mo­rato che a sug­ge­rire a Vucic di recarsi a Sara­jevo siano state l’Europa e la Tur­chia, orien­tate a riscuo­tere punti sul fronte della coo­pe­ra­zione regio­nale. Bru­xel­les per dimo­strare che l’allargamento ai Bal­cani non è un pro­getto sfio­rito; Ankara per dare seguito a un per­corso ini­ziato nel 2010, quando mediò – quasi in sosti­tu­zione dell’Ue – allo scopo di rimet­tere in moto i rap­porti tra Ser­bia e Bosnia Erze­go­vina, fermi al palo da troppo tempo.

Continua sul Manifesto

* Per leggere l'articolo è necessario registrarsi. Basta anche il solo account Facebook

Lascia un commento