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Le ambizioni di Sikorski

Profilo del ministro degli esteri polacco. Gli studi a Oxford, la carriera giornalistica, gli appoggi in America, la visione dell'Europa e della Russia, le chance di succedere a Catherine Ashton. 

(Scritto per Lettera 43)

(radeksikorski.pl)

di Pierluigi Mennitti

In fondo Radoslaw Sikorski era un predestinato. Quando nella Polonia di inizio Anni 80 il generale Wojciech Jaruzelski soffocò con un colpo di Stato la protesta di Solidarnosc, lui che era stato promotore di uno sciopero studentesco al ginnasio della città natale di Bydgoszcz non finì al gabbio come Lech Walesa e gli altri leader del sindacato.

Si rifugiò a Oxford a studiare filosofia e scienze politiche al Pemborke College, sotto la guida di un altro polacco espatriato per motivi politici, Leszek Kolakowski, un ex marxista che nel 1968 aveva dovuto fare i bagagli perché il suo sogno comunista non combaciava con l'incubo del socialismo reale.

Lo studente di allora ha fatto carriera, attraversando tanti lavori, sempre prestigiosi, dal giornalismo alla fotografia (una sua foto vinse nel 1987 il primo premio del Word Press Photo Award), e stringendo le mani giuste, tra cui quelle di Rupert Murdoch, di cui fu consulente personale una volta rientrato in patria dopo la caduta del comunismo.

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