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Bosnia, notte fonda

Tre giorni di scontri, rabbia, incendi ai palazzi dei governi locali in diverse città. La protesta più grande dalla fine della guerra. Esplode in uno scenario segnato da una cronica assenza di riforme, stagnazione economica e tendenze cleptomani. I nostri articoli sui recenti disordini, completati da una raccolta di analisi sullo stato precario del paese balcanico.   

Sarajevo di notte (Archivio Rassegna Est)
Sarajevo di notte (Archivio Rassegna Est)

Si fa presto a dire primavera
(Scritto per Europa) La proteste, compresa la loro coda di violenze, hanno spinto in molti a parlare di primavera, se non di rivoluzione. Ma è davvero così? In ogni caso sembra evidente il rapporto diretto tra rabbia popolare e stato dell'economia.

L'economia bosniaca nel 2014-2018
L'economia bosniaca nel 2014-2018

I vandali e la gente perbene  
(Scritto per Linkiesta) Una parte della protesta è stata animata da uno spirito violento, respinto però da una parte dei cittadini. La rabbia anti-casta si iscrive in una transizione sviluppatasi in modo tutt'altro che fluido.

Che dice la società civile?
(Scritto per Osservatorio Balcani e Caucaso) La posizione delle Ong e delle cittadinanze attive. C'è chi offre pieno sostegno alla protesta e chi, invece, attende l'evolversi degli eventi.

Prima della protesta

Bosnia, caso clinico
(Scritto per Osservatorio Balcani e Caucaso) Le ferrovie, i trasporti locali di Sarajevo e la grande fabbrica di alluminio di Mostar. Tre aziende trascinate a terra dalla crisi e dalla cattiva gestione. Mentre il quadro complessivo del paese si complica.

Samba bosniaca
(Scritto per Europa) Il paese balcanico, prima volta nella sua storia, si qualifica ai mondiali. Ma non è il caso di farsi illusioni: il calcio non è la medicina che ne curerà le ferite storiche e le fratture culturali.

La Taksim di Bosnia
(Scritto per Osservatorio Balcani e Caucaso)Neonati senza identità, a causa dei veti parlamentari tra i partiti etnici. E la società civile sarajevese si ribella, assediando il Parlamento.

Si va alla conta
(Scritto per Linkiesta) Dopo vari rinvii parte il censimento della popolazione, il primo dal 1991. E gli equilibri etnici imposti dalla “pace fredda” di Dayton rischiano di venire a galla nitidamente, con tutte le conseguenze politiche del caso.

Una Mostar, due Mostar
(Scritto per Osservatorio Balcani e Caucaso) L’introduzione dei parcheggi a pagamento rilancia l’eterno conflitto tra le due anime della città bosniaca: quella musulmana e quella croata. Dalla divisione de facto a quella de iure?

Miseria e iniquità
(Scritto per Osservatorio Balcani e Caucaso) n Bosnia si riforma l’insostenibile sistema di pensioni dei veterani di guerra. Intanto gli scioperi paralizzano il Paese.

L'autunno di Milorad Dodik
(Scritto per Osservatorio Balcani e Caucaso) Anche la Republika Srpska ha i suoi problemi economici. Scioperi e proteste contro l'uomo forte dei serbo-bosniaci. Il suo consenso non è più granitico.

Stagnazione a Sarajevo
(Scritto per Lettera Economica) La Bosnia-Erzegovina è ferma alla fine della guerra. L’economia non funzione e i processi decisionali sono ostaggio della scomoda pace di Dayton.

1 pensiero su “Bosnia, notte fonda

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