Vai al contenuto

Rassegna polacca (maggio 2015)

 POLITICA E AFFARI ESTERI

 

Trasloco a palazzo  

Il ballottaggio alle presidenziali ha registrato la vittoria di Andrzej Duda, il candidato di Diritto e Giustizia (PiS), il partito guidato da Jaroslaw Kaczynski, ex premier e gemello del defunto presidente Lech. L’affermazione di Duda è stata un piccolo terremoto. Prima che si aprisse il processo elettorale in pochi si aspettavano che Bronislaw Komorowski, esponente della Piattaforma civica (Po), partito al governo dal 2007, dovesse lasciare il palazzo presidenziale. Con due nostri articoli, il secondo dei quali co-pubblicato su Limes, abbiamo cercato di spiegare le ragioni della svolta e quali potrebbero essere le possibili conseguenze, tenuto conto che in autunno ci sono le elezioni legislative.

 

L'Euro divide

Queste elezioni hanno portato al centro della scena la discussione sulla moneta unica europea. Duda ha insistito sul fatto che l’adesione comporterebbe aumento dei prezzi e perdita di potere d’acquisto. Il problema è che il nuovo presidente ha dimenticato, strumentalmente, che Varsavia è obbligata a dotarsi dell’Euro. Lo prevedo il trattato di adesione all’Unione europea. Il discorso quindi non riguarda il se, ma il quando. Ne avevamo scritto per Il Foglio.

 

Una Polonia più atlantica?

Non pochi analisti pensano che Duda, che in politica estera ha funzioni meno notarili che in politica interna, voglia dare più risalto al pilastro atlantico che a quello europeo, ritenuto più adatto a proteggere il paese dalla Russia, bollata da Varsavia come potenza revanscista. Intanto Putin si augura rapporti costruttivi con il nuovo presidente polacco (Radio Free Europe).

 

CRESCITA E FINANZA PUBBLICA

 

Pil al 3,5% nel primo trimestre 

La crescita è superiore a quanto preventivato. Secondo l’Ufficio statistico polacco è stata guidata principalmente dall’andamento dell’apparato manifatturiero, dal commercio e dalle costruzioni. Nel quarto trimestre del 2014 la crescita era stata pari al 3,3% Notizia riportata da Nasdaq.com. Al 3,5%, invece, dovrebbe attestarsi la crescita nel 2015, secondo le previsioni diffuse recentemente dal Fondo monetario internazionale (le prossime verranno rese note in autunno), che fa le carte anche al resto dei parametri macro.

 

Inflazione mitigata
Il fenomeno del calo dei prezzi, che rappresenta al momento il tallone d’Achille di un quadro macro fondamentalmente stabile, si confermerà anche nel resto dell’anno, spiegano le autorità. Ma, come evidenziato in un articolo di Reuters, verrà calmierato dalla prospettive di crescita di cui sopra.

 

Fuori dal deficit
Una buona notizia riguarda indubbiamente la decisione con cui la Commissione europea ha suggerito al Consiglio europeo di chiudere entro il 2015 la procedura per deficit eccessivo, aperta nei confronti della Polonia nel 2009. Qui il comunicato della Commissione. Ora spetta al Consiglio, appunto, stabilire se formalizzare o meno la cosa. Probabile che lo faccia.

 

Tassi (fermi) al minimo storico
La Banca centrale polacca ha scelto di non manovrare sui tassi, lasciandoli all’1,5%: il minimo storico. L’agenzia di stampa Bloomberg riferisce che la decisione è maturata sulla scorta dei dati sulla crescita. Dovrebbero infatti attenuare l’inflazione. I tassi erano stati abbassati a ottobre e marzo, proprio allo scopo di contrastare il calo dei prezzi. Intanto, sempre secondo Bloomberg, il governo spera che il quantitative easing (QE) nell’Eurozona abbia ricadute positive anche sulla Polonia, tali da portare il tasso di crescita del Pil sopra le percentuali (3,4%) attese in questo 2015.

 

Moody’s promuove i bond polacchi
L’agenzia di rating ha confermato il giudizio P-1 nel breve termine (il massimo) e quello A2 nel lungo (l’ultimo della prima fascia). Nell’apposito comunicato si spiegano le ragioni a monte della decisione. La prima sono le stime sulla crescita. La seconda riguarda la conseguente riduzione del debito pubblico, se le previsioni sul Pil venissero confermate.

 

TASSE E LAVORO

 

Tasse in vista?
Qualcuno pensa che se alle elezioni per il Parlamento dovesse vincere Diritto e Giustizia (PiS), la Polonia potrebbe seguire la “ricetta ungherese” sull’economia. Vale a dire fare delle politiche più sociali e innalzare le tasse su settori chiave dell’economia, come le banche, le telecomunicazioni e la grande distribuzione. È del resto quanto annunciato da Duda nel corso della campagna elettorale (Reuters). La differenza, a ogni modo, starebbe nel fatto che mentre Ungheria questi comparti sono controllati, in misura maggiore rispetto alla Polonia, da gruppi esteri.

 

Quanto guadagnano i polacchi?
Con 5156 zloty, all’incirca 1225 euro, la Masovia, la regione che si snoda intorno a Varsavia, è l’area polacca dove i salari medi mensili sono più elevati. Lo indica l’Ufficio statistico polacco, che ha diffuso i dati relativi al primo trimestre 2015 sui salari mensili su base regionale.

 

ENERGIA

 

Shale, sogno infranto
In un approfondimento di Bloomberg si evidenzia come i sogni nutriti sullo shale gas in Polonia siano ormai evaporati. Molte della major che erano accorse nel paese hanno già deciso di rinunciare alla sfida. E se ne sono andate.

 

 

Mal di carbone
La quasi totalità dell’energia elettrica polacca deriva dal carbone, settore che però affronta una severa crisi. Tanto che il governo intende privatizzare entro giugno alcuni complessi pubblici  (Reuters), viste le perdite registrate negli ultimi tempi. The Politico, invece, riporta con dovizia di particolari i costi del settore. Quelli estrattivi, non più competitivi. Ma anche quelli della manodopera, molto più alti rispetto alla media nazionale. Il rischio, secondo la testata, è che se la salute del comparto resterà cagionevole il fabbisogno potrebbe essere coperto con le importazioni della Russia, che così, dopo il gas, condannerebbe Varsavia a una doppia dipendenza.

 

Il gasdotto con la Lituania
Eppure, proprio sul fronte del gas, La Polonia sta cercando di attrezzarsi per tagliare il tasso di dipendenza dalla Russia. Il progetto che dovrebbe aiutare, in questo senso, è quello del terminal per il gas naturale liquefatto di Swinoujscie, sul Baltico. Vi si dovrebbe agganciare la Lituania, grazie a un recente finanziamento europeo da 10 miliardi. Ne dà conto l’agenzia Interfax. Il progetto di gasdotto dovrebbe aiutare la Lituania e le altre repubbliche baltiche a integrarsi nella rete europea del gas e svincolarsi a loro volta dall’import dalla Russia.

 

INFRASTRUTTURE

 

Quei 624 km in più
L’Ufficio statistico della Polonia ha diffuso un ponderoso rapporto sullo stato delle infrastrutture stradali. Si riferisce agli anni 2012 e 2013. Mappa la situazione delle vie asfaltata, regione per regione, categoria per categoria. Uno strumento utile per chi fa impresa. A pagina 72 dello studio emerge un dato molto importante. Dal 2010 al 2013 sono stati realizzati 624 chilometri di autostrade e 529 di strade a scorrimento rapido. Il rapporto è scaricabile da questo link.

 

AUTOMOTIVE

 

Veicoli a Gpl in aumento
Quello polacco è un mercato relativamente giovane, ma in forte crescita. Sono circa tre milioni i mezzi alimentati con tale carburante, riporta thenews.pl. Che, in un’altra notizia, racconta di come gli installatori di impianti a Gpl abbiano, di questi tempi, più lavoro che mai.

 

RICERCHE

 

Declino demografico
La Commissione europea, in una serie di approfondimenti sulla situazione demografica nei paesi membri dell’Ue, pronostica che nel 2060 i polacchi saranno 33 milioni, dagli oltre 38 attuali. Sempre che le cose non cambino. Come? Un’ipotesi, suggerita tempo fa in uno studio della Banca mondiale, è che la Polonia si trasformi da terra di emigrazione a paese di immigrazione. Uno degli effetti della crescita economica potrebbe essere proprio questo.

 

I poli degli investimenti
La divisione del Financial Times che si occupa di investimenti diretti dall’estero, fdiintelligence.com, ha dedicato uno studio alle città polacche. Si intitola Polish Cities of the Future 2015/2016 e la graduatoria dei centri più calamitanti vede in testa Varsavia. Nella capitale gli investimenti hanno riguardato prima di tutto i comparti dei servizi, dell’immobiliare e delle comunicazioni. Seguono, nella graduatoria, le città di Cracovia, Poznan, Wroclaw e Lodz. Lo studio tiene però conto anche di centri urbani di stazza demografica minore e oltre all’indice complessivo sull’attrattività ci sono singoli fattori come i costi, la qualità della vita e il cosiddetto capitale umano.

Lascia un commento