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E se la guerra energetica fosse iniziata già nel 1945? La storia avvincente dello scontro tra Stati Uniti e Russia per il controllo dei territori petroliferi, dal Medio Oriente all'Africa, e le mosse spregiudicate dei protagonisti per influenzare il mercato mondiale dell'energia. Un testo appassionante e preciso, ricco di curiosità e aneddoti: dalle stravaganze dei re sauditi alle vicende delle spie sovietiche e americane; senza dimenticare le guerre che hanno insanguinato gli ultimi 60 anni. Inoltre una parte molto accurata svela le strategie di Enrico Mattei per far emergere l'Eni sulla scena mondiale.

(Dal sito dell'editore)

 

Sembra che tutto sia già stato detto su Medio Oriente, petrolio e controllo delle fonti energetiche: storie di affari, spionaggio e terrorismo intrecciate con strategie geopolitiche, trattative diplomatiche e interventi militari. Eppure Stefano Casertano restituisce al lettore una storia poco conosciuta grazie a un lavoro minuzioso e accanito nella ricerca di documentazione di prima mano in archivi riservati, sempre attento ai risvolti psicologici e strategici delle scelte delle grandi potenze, capace di illustrare i piani di business e le iniziative dei manager delle imprese petrolifere (la parte dedicata all'azione di Mattei e dell'Eni è esemplare). Così la storia del duello tra le due superpotenze diventa nitida e comprensibile: e insieme quella dei paesi che dal mar Caspio al mar Rosso entrano come protagonisti o come comparse nel Great Game. La rivoluzione islamica in Iran del 1979 e lo scontro tra l'Urss di Gorbaciov e gli Stati Uniti di Reagan vengono raccontati da un punto di vista nuovo e illuminante; persino il futuro dei rapporti tra Obama e Putin - e siamo ai nostri giorni - acquisisce una nuova luce interpretativa: il motore della Guerra fredda non è stato alimentato solo dalla volontà di potenza, ma da una ricerca determinata e aggressiva del controllo totale delle fonti di approvvigionamento energetico.

(Dalla prefazione di Giulio Sapelli)

Stefano Casertano

Sfida all'ultimo barile
Russia e Stati Uniti per il dominio dell'energia

Brioschi, 320 pagine, 19 Euro

Vent’anni fa questo Paese non esisteva. Esisteva la Cecoslovacchia, divisa in due Repubbliche federate, quella Socialista Ceca, con capitale Praga, e quella Socialista Slovacca, con capitale Bratislava, risultato dell’occupazione sovietica del 1968. In realtà ogni decisione veniva presa sulle rive dalla Moldava, dove il Partito comunista cecoslovacco teneva le redini di tutto lo stato. Poco più di due decenni dopo la Primavera soffocata nel sangue arrivò la pacifica “rivoluzione di velluto” a spazzare il regime comunista e a far sorgere due nuove nazioni. ...continua a leggere "VACCHE MAGRE IN SLOVACCHIA"

Il nuovo governo di centrodestra tedesco non modificherà di una virgola la politica verso la Russia. Non ci saranno stravolgimenti, ripercussioni, cambiamenti di rotta. Berlino e Mosca continueranno ad avere buoni, ottimi rapporti. Anzi, l’asse si salderà sempre di più. Basta sapere come vanno le cose oggi e dare un’occhiata a qual è stata la strategia al Kanzleramt e al Cremlino negli ultimi vent’anni. ...continua a leggere "NON CAMBIA LA OSTPOLITIK"

È già difficile immaginarselo in una veste ministeriale, nonostante sia sempre impeccabilmente fasciato in un abito intero, preferibilmente blu scuro. Figuriamoci a calcare i tappeti felpati dell’Auswärtiges Amt, la Farnesina tedesca. Guido Westerwelle è stato, negli ultimi sette anni, il personaggio più bizzarro e meno ingessato della scena politica nazionale, dall’eloquenza sciolta e irriverente, poco avvezzo alle prudenze, spesso un passo oltre la linea d’ombra del politicamente corretto. Non ha alle spalle un’esperienza ministeriale. E soprattutto, lui e la politica estera sono apparsi, finora, se non due mondi a parte, certo due pianeti molto distanti. È l’economia il suo pallino. Ma ora Westerwelle deve imparare in fretta un nuovo mestiere, quello di ministro degli Esteri. ...continua a leggere "MR. WESTERWELLE, I SUPPOSE"

Wer von Opposition in Russland spricht, meint damit in der Regel den ungleichen parlamentarischen Kampf zwischen dem Kreml und dessen parlamentarischen Gegnern. Um jedoch einen angemessenen Eindruck der heutigen russischen Opposition gegen das System Putin zu erhalten, reicht es nicht aus, Bündnisse liberaler Kräfte, allen voran das »andere Russland«, unter die Lupe zu nehmen. ...continua a leggere "OPPOSITION GEGEN DAS SYSTEM PUTIN"