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In Putin 4.0 (uscito a marzo di quest'anno http://www.goware-apps.com/putin-4-0-stefano-grazioli/ ), nel capitolo intitolato Putinofobia, si racconta un po' di come l'Occidente consideri VVP l'incarnazione del Male e di come il presidente russo sia giudicato colpevole di ogni nefandezza possibile, almeno a Ovest di Mosca. A pagina 98 si legge: "manca solo che qualcuno salti fuori con la storia che Masha e Orso sono in realtà un prodotto dei servizi segreti russi per plagiare i bambini di mezzo mondo".

Ecco fatto.

Masha e Orso, il Times: "Il cartone nasconde propaganda russa"

...continua a leggere "MASHA, PUTIN E LA PROPAGANDA RUSSA"

Tre miliardi di euro fino al 2025. A tanto ammonta il budget destinato da Berlino al piano di promozione dell'intelligenza artificiale. Una briciola rispetto a quanto impegnato dalla Cina. Ma il governo di Angela Merkel ci prova, consapevole che il fronte della digitalizzazione rappresenti per il sistema-paese tedesco la vera sfida da vincere per mantenere il livello di prosperità economico-sociale faticosamente costruito dal dopoguerra ad oggi. L'analisi del piano nell'articolo su Start Magazine.

La Polonia è da anni terra d'immigrazione per gli ucraini, in particolare dal 2014 in coincidenza con lo scoppio del conflitto Russia-Ucraina. Ma per la prima volta dopo anni, il flusso dei migranti ha iniziato lievemente a diminuire. Lo riferisce un rapporto del polacco Centre for Eastern Studies (Ośrodek Studiów Wschodnich, OSW), pubblicato nelle scorse settimane, dal titolo "Migrazione dall'Ucraina alla Polonia, il trend si stabilizza". ...continua a leggere "POLONIA, IN CALO IMMIGRAZIONE UCRAINA"

Politica (e media) a sinistra, industria a destra. Di questi tempi può essere anche confortante che il mondo si muova come si è sempre mosso. Per le elezioni di midterm negli Stati Uniti le imprese tedesche che hanno filiali o affari oltreoceano hanno sganciato contributi elettorali ai candidati, seppure sotto forma di donazioni dei singoli lavoratori. La Welt svela nomi e cifre. E preferenze: nonostante il governo di Berlino si senta in trincea contro le politiche commerciali di Trump, le industrie preferiscono supportare i suoi candidati. Tutto raccontato su Start Magazine.

Niente. Non cambierà niente. E se cambierà qualcosa sarà in peggio. Checché se ne dicesse prima, e anche ora, Donald Trump non è mai stato filorusso. Né lo sarà a maggior ragione nel futuro prossimo. Anzi: la Camera ai democratici e la campagna per le prossime presidenziali accenderanno ulteriormente il contrasto con Mosca. ...continua a leggere "MIDTERM USA, COSA CAMBIA PER MOSCA"