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Lo sconvolgimento al vertice del partito socialdemocratico tedesco Spd non porterà forse alla caduta (almeno in tempi brevi) del governo di Grosse Koalition, ma aggiungerà turbolenze e tensioni che promettono di rendere ancora più travagliata la fase conclusiva dell’era politica di Angela Merkel. Il risultato a sorpresa dell’elezione della nuova coppia di leader, di fatto due illustri sconosciuti come Saska Esken e Norbert Walter-Borjans, cambia ancora una volta lo scenario politico tedesco, già sopravvissuto ai rinnovamenti dirigenziali nei due partiti cristiani della coalizione: la Cdu e la Csu. Continua su Start Magazine.

Le previsioni di crescita dei paesi dell’Europa centro-orientale per quest’anno indicano ancora cifre da far invidia. In particolare la locomotiva polacca, così come la “sovranista” Ungheria, vanno incontro alla fine del 2019 centrando un aumento del Pil del 4,5%, dato che fa invidia ai paesi che hanno già quest’anno avvertito il rallentamento dell’economia globale, Germania su tutti. Ma anche il boom nel cuore dell’Europa, nei piccoli paesi fuoriusciti trent’anni fa dal comunismo riscoprendo l’antica vocazione industriale, ha i mesi contati. Beata Javorcik, capo economista della Banca per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers, soprannominata la banca dell’est giacché opera nei paesi dell’Europa centrale e orientale e dell’Asia centrale) è stata esplicita in un colloquio con la Neue Zürcher Zeitung, l’autorevole quotidiano svizzero di lingua tedesca: “Con il prossimo anno la festa finisce”. Continua su Startmag.it

Con il via libera dellaDanimarca a Nordstream 2, bloccato temporaneamente per questioni ambientali, si è chiusa, salvo imprevisti, la telenovela delgasdotto russo-tedescCo sotto il BalticoGià in dirittura d’arrivo, si era incagliato nelle acque territoriali danesi e senza la luce verde di Copenaghen avrebbe dovuto allungare il percorso. Niente chilometri in più e altri ritardi, quindi, e così il progetto trainato dal colosso Gazprom dovrebbe chiudersi nei prossimi mesi e partire a pieno regime nel 2020. Continua su Lettera43

 

Fu Gerhard Schröder a vivere da cancelliere l’ultima crisi economica tedesca. Correvano i primi anni Duemila e, con i disoccupati sulla soglia dei 5 milioni, la Germania era considerata il malato d’Europa, condannato a un declino inevitabile. Poi arrivarono le riforme del mercato del lavoro e dell’assistenza pubblica, che diedero alle imprese il segnale della riscossa. Schröder ne fu l’artefice ma a riscuoterne l’incasso politico fu Angela Merkel, beneficiaria di un decennio d’oro di crescita e supremazia sui mercati globali. Oggi, dopo i primi segnali di raffreddamento dell’economia, la Germania si riscopre spaventata e intimorita dalla prospettiva che si avverino le preveggenze delle inascoltate Cassandre che, ancora in tempi di vacche grasse, invitavano governi e imprese a evitare eccessivi trionfalismi e ad attrezzarsi per non perdere il treno dell’innovazione. Continua a leggere su Startmag

Gli ultimi mesi sono stati un po’ difficili per Vladimir Putin. Proteste a Mosca e in mezza Russia legate alle prossime elezioni amministrative, ma anche slegate dalla politica, come quelle a Yekaterininburg, dove le manifestazioni iniziate contro la costruzione di una chiesa in un’area verde si sono trasformate in un movimento anti-sistema, non solo locale. ...continua a leggere "PUTIN, RATING E PROTESTE"