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NEL REGNO DI ANGELA MERKEL

Un tetto di vetro che dovrebbe trasmettere l’idea del legame fra trasparenza e politica, fra cittadini e rappresentanti. La cupola del Reichstag, il palazzo che dal 1999 ospita il Bundestag tedesco, era stata immaginata con questa funzione dall’archistar Norman Foster, cui era stato demandato il compito di inventare il simbolo della nuova Germania unita. Alta 23 metri e larga 40, la cupola di Foster, che ha sostituito quella originale distrutta dall’incendio appiccato dai nazisti nel 1933, è visibile da ogni angolo del centro riunificato di Berlino: dall’esterno si osservano i visitatori arrampicarsi come formichine lungo la scala a spirale agganciata alle pareti di vetro, da dentro è possibile dare un’occhiata in basso, attraverso un gioco di specchi, ai deputati in seduta parlamentare.

La Berlino del potere. Un viaggio nel quartiere politico di Berlino, oltre a costituire un’immersione nell’architettura moderna, spiega più di mille reportage cosa sia diventata la Germania oggi, a quasi un quarto di secolo dalla riunificazione: potenza economica globale, grazie alla competitività delle sue imprese, ma timido paese dal punto di vista politico, spaventato all’idea di dover assumere una leadership europea. Alla fine di lunghe settimane di trattative, il nuovo governo di grande coalizione fra Cdu/Csu e Spd guidato da Angela Merkel riaccende i motori della politica, rimasta in sospeso dal 22 settembre scorso, giorno delle elezioni. Ci sono voluti quasi tre mesi ma ora il dado è tratto e i nuovi ministri sono al loro posto: la Germania riparte, una buona occasione per sbirciare dietro le quinte dei palazzi politici.

Il nastro che unisce Est e Ovest. I palazzi del potere, però, riflettono un’atmosfera solida e moderna, un voluto equilibrio tra la provinciale stabilità ereditata dai 40 anni di democrazia della Germania Ovest, quando la capitale era Bonn, e il gusto di una sfida orientata al futuro. La cupola del Reichstag (visitabile solo previa prenotazione) è il perfetto punto di partenza alla scoperta della Berlino politica, forse quella meno conosciuta e raccontata dalle guide turistiche. Dalla terrazza si gode un panorama preciso dell’intera area politica. I palazzi amministrativi sono dispersi un po’ in tutta la città, ma il cuore del potere è raccolto nel nuovo quartiere sorto attorno al Bundestag, a nord-est del Tiergarten, tra la Porta di Brandeburgo e la futuristica stazione ferroviaria centrale. Oltre al parlamento vi si trovano gli uffici dei gruppi parlamentari, quelli dei deputati, la biblioteca, la cancelleria, il palazzo della stampa, il castello di Bellevue (residenza del presidente federale) e un complesso mezzo vuoto chiamato il serpentone, che avrebbe dovuto ospitare gli onorevoli trapiantati da Bonn a Berlino: ma molti hanno preferito prendere casa in altri quartieri. Visto su una cartina, il quartiere richiama simbolicamente un nastro che lega due pezzi di città divisi tra est e ovest durante gli anni del Muro. Una striscia di acciottolato, che corre laddove un tempo sorgeva il Muro, si insinua zigzagando tra vie, piazze e palazzi.

L'illusione della trasparenza. Il vetro è il materiale che fa da denominatore comune. È stato utilizzato in abbondanza per tirare su i moderni edifici, quasi a moltiplicare l’idea della trasparenza: nelle poche giornate di sole riflette le onde placide della Sprea, in quelle prevalenti di grigio aiuta a risparmiare sulla bolletta della luce. La cancelleria (Bundeskanzleramt) è il dominio di Angela Merkel, il primo capo di governo donna e dell’est della storia tedesca, che siede in quelle stanze da 8 anni. È l’edificio più imponente del cosiddetto Band des Bundes, letteralmente cintura della federazione, la fila di edifici istituzionali che si susseguono da est a ovest: creato su progetto di Axel Schultes e Charlotte Frank è costituito da un cubo bianco centrale di nove piani in cui è incastonata una grande apertura circolare in vetro. I berlinesi, con il loro tipico sarcasmo, l’hanno ribattezzato la lavatrice. Non è possibile visitare l’interno, salvo negli speciali e affollatissimi appuntamenti annuali che vanno sotto il nome di “porte aperte”.

In battello sulla Sprea. La prospettiva migliore da cui osservare l’architettura moderna del quartiere politico è quella del fiume, le cui anse si insinuano tra le varie costruzioni. Dal ponte di Friedrichstrasse partono i battelli di diverse compagnie di navigazione. Il giro più breve, della durata di un’ora, si snoda proprio attraverso cancelleria e Reichstag, uffici parlamentari e stazione centrale, fino al limite del castello di Bellevue, il palazzo neoclassico di gesso bianco che converrà però andare a vedere da vicino a piedi.

I fondamenti della Bundesrepublik. Tre luoghi per approfondire la conoscenza della storia politica tedesca dopo la caduta del nazismo. Il primo è l’esauriente e gratuito museo allestito dal Bundestag nelle sale del Duomo tedesco, sulla Gendarmenmarkt: cinque cenni di evoluzione democratica, dalla catastrofe bellica alla riunificazione, che incrocia anche le vicende di quella metà di paese rimasto sotto il regime totalitario della Ddr. Gli altri due sono il memoriale dell’olocausto e allo sterminio di sinti e rom, quest’ultimo inaugurato pochi mesi fa. Si trovano a destra e a sinistra della Porta di Brandeburgo, proprio nel cuore della nuova Berlino, perché la Germania democratica ha fondato la propria legittimazione sulla memoria dei suoi torti storici.

A tavola con i deputati. Un gossip su Angela Merkel o le ultime indiscrezioni sulla formazione del governo potrete orecchiarle al Café Einstein sulla Unter den Linden, il luogo di ritrovo principale per deputati e assistenti. Tra una schnitzel con patate, una birra e un espresso viennese (si chiama Braun ed è quasi buono come quello italiano) al prezzo di 20 euro. Un altro ristorante curioso è la Ständige Vertretung: il nome richiama il modo in cui era definita la rappresentanza diplomatica di Bonn nella Ddr. Qui tutto ricorda con nostalgia i tempi passati della vecchia capitale ed è il luogo di ritrovo di molti deputati fuorisede, oltre che di tanti turisti. La cucina è rigidamente renana: stinco di maiale lesso con crauti e patate, Riesling del Reno e, per chiudere, un goccio di Williams Birne, la grappa tedesca alla pera: prezzo, 18 euro.

Arrivare e dormire a Berlino. Il Melia Hotel offre camere a partire da 150 euro, proprio di fronte al molo da cui partono i battelli sulla Sprea: i prezzi variano di giorno in giorno ed è possibile strappare qualche occasione. Una soluzione più economica è quella del Motel One, appena inaugurato accanto alla stazione, a due passi dalla cancelleria: stanze a partire da 69 euro. Berlino è facilmente raggiungibile da molti aeroporti italiani con voli diretti: Roma, Milano, Bergamo, Venezia, Pisa, Bari, Napoli e Catania. Le compagnie aeree: Easy Jet, Ryanair, Air Berlin, Lufthansa. Si parte da 60 euro ma si può arrivare fino a 300.

(Pubblicato su OggiViaggi.it)