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MERKEL VA IN PENSIONE

La protagonista dell‘ultimo libro dello scrittore tedesco David Safier è Angela Merkel: la cancelliera, andata in pensione da qualche settimana, si è messa a fare la detective indagando su un omicidio avvenuto in un paesino dell’Uckermark, distretto nell’est della Germania al confine con la Polonia. In questa regione Merkel, figlia di un pastore protestante, nata ad Amburgo e poi trasferitasi nella DDR, ha trascorso davvero la sua infanzia e nella finzione si ritrova a seguire le orme di Miss Marple (il titolo del libro è Miss Merkel), accompagnata da marito, guardia del corpo e cane (di nome Putin).

Safier ha spiegato che fare della cancelliera un’investigatrice è stato quasi automatico, visto che Frau Merkel ha un cervello analitico, è una fisica, cerca di vedere tutto razionalmente e soprattutto, come il Tenente Colombo o Miss Marple, è sempre sottovalutata dai suoi avversari. Ed è per questo che in realtà ha successo. Il libro, uscito all’inizio di quest’anno, è ambientato nel 2022 ed è nato proprio quando qualche tempo fa in Germania si discuteva molto di quello che farà o meno Merkel dopo le elezioni del prossimo settembre. Pensionata, quindi? Ormai la strada sembra quella, a meno di ripensamenti che al momento non paiono certo all’ordine del giorno.

Angela Merkel è davvero stanca. Abbandonerà il Kanzleramt in autunno dopo esserci entrata nel novembre del 2005. Da allora ha guidato quattro governi, tre volte a braccetto con la SPD (le grandi coalizioni del 2005-2009 e dal 2013 a oggi) e una volta con i liberali (2009-2013). A livello europeo è stata una figura di riferimento, dalla crisi finanziaria del 2007-2008 a quella dell’Euro nel 2010, da quella dell’immigrazione nel 2015 a quella tra Russia e Ucraina a partire dal 2013-2014 in avanti. Gli ultimi mesi, dopo quelli iniziali della pandemia nel 2020 gestiti in maniera quasi impeccabile, hanno indicato invece che è proprio in dirittura d’arrivo: il suo partito, la CDU, è andato fuori controllo, ci sono state decisioni personali errate, scandali piccoli e grandi sottovalutati, la perdita di autorità è stata visibile su tutti fronti. La parabola discendente era iniziata da un pezzo, è stata congelata temporaneamente dal Covid, in seguito ha ripreso il suo corso.

La sera del prossimo 27 settembre, a urne chiuse, terminerà quindi l’ultimo capitolo per la storica leader della CDU, che ha lasciato la guida del partito già dicembre nel 2018, appena dopo aver annunciato che avrebbe abbandonato la politica appunto dopo le elezioni del 2021. Arriverà un Bundestag nuovo, dove i conservatori rischiano di non avere di maggioranza relativa, se saranno superati dai Verdi. Merkel ci ha messo del suo, puntando sui cavalli sbagliati, a partire da Annegret Kramp-Karrenbauer, cui aveva ceduto inizialmente lo scettro del partito, ora passato ad Armin Laschet. L’aver lasciato troppo spazio alla destra nazionalista è un altro degli errori che vengono imputati a Frau Merkel, rea di un centrismo ad oltranza che ha fatto volare l’ala xenofoba estrema, quella della Alternative für Deutschland, diventata il secondo partito nelle regioni dell’est.

Qualcuno la voleva, e la vorrebbe ancora, in Europa, dove però è finita un’altra delle sue protette, Ursula von der Layen, che dopo aver lasciato ricordi non certo indelebili al Ministero della Famiglia e dopo gli scandali a quello della Difesa è stata parcheggiata a Bruxelles. Un’altra tedesca a capo della prossima commissione è da escludere, anche se il 2024 è ancora molto lontano. Anche per Merkel stessa, che di anni ne farà il prossimo 17 luglio 67. Altri hanno ipotizzato incarichi pubblici internazionali, visto che sulla scacchiera mondiale autorità ed esperienza comunque non le mancano: la “Klima Kanzlerin” tedesca potrebbe trasformarsi così in un’alleata istituzionale di Greta Thunberg. Ma anche qui si tratta più di speculazioni che di altro. Da escludere comunque un passaggio attraverso quelle porte girevoli tra mondo della politica e degli affari che hanno visto il suo predecessore Gerhard Schröder finire alla corte di Vladimir Putin, nel board di Gazprom e Rosneft, i due colossi energetici russi. Insomma, al momento il futuro di Angela Merkel dopo l’uscita dal Kanzleramt pare senza colpi di scena e l’idea di David Safier della pensione da trascorrere al riparo dai riflettori resta ancora la più probabile.