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LA PRIMA VITA DI ANGELA M.

Finora la biografia politica di Angela Merkel negli anni della Ddr era stata raccontata come un capitolo poco affascinante: nessuna partecipazione attiva, un attento equilibrismo fra le organizzazioni giovanili del regime cui era obbligatorio aderire per non perdere le opportunità di studio, distanza anche dai movimenti di opposizione che prepararono il terreno per la Wende, la svolta. Narrano le cronache che la notte in cui cadde il Muro la futura cancelliera della Germania riunificata non rinunciò alla tradizionale serata in sauna e celebrò più tardi l'evento, senza troppa passione, bevendo una birra in una kneipe di Berlino est con una sua amica.

Solo dopo i rivolgimenti politici optò per la sua personale discesa in campo, prima nel piccolo raggruppamento moderato Partenza democratica (Demokratischer Aufbruch), poi nella più grande Cdu, che scalò a passo di carica negli anni Novanta sfruttando il declino del suo mentore Helmut Kohl, defenestrandolo quando fu invischiato nello scandalo dei fondi neri al partito.

Ora una nuova biografia di Angela Merkel, l'ennesima pubblicata in questo anno elettorale, promette di cambiare le carte in tavola e di capovolgere i tasselli della memoria. Lo hanno scritto due giornalisti politici dei principali quotidiani conservatori del Paese, Ralf Georg Reuth della Bild e Günter Lachmann della Welt (scuderia Springer), uscirà in libreria martedì 14 maggio per la Piper Verlag di Francoforte e già dal titolo si presenta come un romanzo del mistero: «La prima vita di Angela M.».

I due autori, immersi per anni in lunghe ricerche sul periodo giovanile trascorso da Merkel nella Germania comunista, sostengono di aver trovato prove sicure che l'allora studentessa di fisica sia stata molto più vicina al regime di Erich Honecker di quanto è stato raccontato finora. In particolare, negli anni del suo lavoro all'Accademia degli scienziati della Ddr, Angela Merkel fu una funzionaria e ricoprì dal 1981 il ruolo di segretaria della Fdj, l'organizzazione giovanile del partito, responsabile per l'agitazione e la propaganda. Circostanza che la cancelliera aveva sempre smentito. Inoltre era presente nella direzione del consiglio di fabbrica, ma di questa sua esperienza sindacale esistevano già delle fotografie.

Reuth e Lachmann sono convinti di aver trovato le prove documentali finora mancanti per riscrivere la biografia giovanile della cancelliera, che sarebbe stata dunque molto più politica di quel che si riteneva. Prove che invano hanno ricercato politologi di prestigio, come ad esempio Gert Lanngut, forse il conoscitore più esperto di storia della Cdu, che aveva finora sempre ridimensionato le voci ricorrenti di un impegno politico della cancelliera negli anni vissuti nella Ddr. «Angela Merkel non è piombata in politica come un'outsider nel dicembre del 1989, come ha sempre sostenuto», hanno dichiarato i due giornalisti, che già pregustano il clamore che il loro libro è destinato a suscitare e che verrà anticipato con ampi stralci nella edizione di lunedì 13 maggio sullo Stern: «Anzi, fu già attiva molto prima della svolta nel movimento Partenza democratica e, a quei tempi, non era affatto favorevole alla riunificazione della Germania ma sosteneva la riforma nel socialismo democratico di una autonoma Ddr». Una posizione allora condivisa anche da molti intellettuali critici ma non ostili al regime, come la scrittrice Christa Wolf.

Gli autori hanno rivelato di aver potuto ricostruire il passato della cancelliera attraverso documenti inaccessibili, in gran parte di proprietà privata, e con decine di interviste a testimoni di quel tempo che finora avevano taciuto. Il sospetto che ora avanzano nel nuovo libro è che la cancelliera abbia successivamente «armonizzato i passaggi della sua precedente esperienza nella Ddr con i requisiti di una militanza cristiano-democratica». Una sorta di abbellimento del passato che spiegherebbe in qualche modo la sua ritrosia ad addentrarsi pubblicamente nei ricordi di quegli anni. E, secondo i critici conservatori della donna più potente del mondo, spiegherebbe anche la linea politica socialdemocratica imposta al partito, così lontana dalla tradizione dei suoi padri nobili, Konrad Adenauer ed Helmut Kohl.

La rapida ascesa di Angela Merkel sulla scena politica della Germania riunificata è stata resa possibile dalle straordinarie condizioni determinate dal rivolgimento politico di quei mesi, è la tesi del libro, e in particolare dal supporto ottenuto da due personaggi chiave: Wolfgang Schnur, capo del movimento riformista Partenza democratica e Lothar de Maizière, leader della Cdu orientale e ultimo capo di governo della Ddr prima della riunificazione (nonché zio dell'attuale ministro della Difesa Thomas de Mazière, uomo forte della Cdu merkeliana): «Curioso che entrambi i leader citati si siano poi rivelati informatori non ufficiali della Stasi». La fase di transizione che portò alla riunificazione resta, a distanza di oltre vent'anni, un capitolo ancora da indagare in in molti meandri: il caos del momento, le necessità della Germania ovest di operare con partiti alternativi alla Sed che tuttavia erano stati abbondantemente infiltrati negli anni della dittatura, le smanie di riciclaggio dell'apparato comunista sconfitto, tutto concorse a un processo disordinato che potrebbe rivelare ancora sorprese.

Quanto all'accusa di aver voluto tirare un colpo basso elettorale pubblicando il libro proprio a pochi mesi dalle elezioni del 22 settembre, i due giornalisti si sono scherniti: «Il libro esce in questo momento semplicemente perché ora lo abbiamo finito. Abbiamo anche cercato di parlare con la cancelliera, per confrontare con lei le nostre scoperte, ma il suo portavoce ci ha riferito che non aveva tempo per rispondere alle nostre domande».

(Pubblicato su Lettera43)