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LA GERMANIA CRESCE ANCORA

Il boom dell’economia tedesca non sembra conoscere più freni e anche i dati riferiti al primo quadrimestre del 2011 confermano per le aziende una crescita che supera le attese più rosee. La notizia più fresca arriva dalla Baviera: la casa automobilistica Bmw ha appena confermato di aver vissuto il miglior inizio d’anno di tutti i tempi, addirittura quadriplicando i profitti nei primi tre mesi del 2011. Come accaduto per le case concorrenti Daimler e Audi, anche la Bmw si è avvantaggiata della crescente domanda mondiale di limousine e fuoristrada, piazzando i propri prodotti sui mercati internazionali.

Il dato che spinge all’ottimismo è che i numeri positivi riguardano i settori più diversi, da quelli tradizionali e in qualche modo considerati maturi come l’auto a quelli innovativi e ricchi di prospettive future come le infrastrutture per le energie rinnovabili. È quest’ultimo il caso della Siemens, che si compiace per l’alto numero di commesse ottenute, un aumento straordinario rispetto agli anni passati grazie ai brillanti affari realizzati con gli impianti eolici, con la costruzione di reti di trasmissione dell’energia e con l’adeguamento delle strutture industriali. Delle preoccupazioni borsistiche legate alla congiuntura statunitense, osservano gli addetti ai lavori, in Germania non v’è traccia.

Un altro fattore di soddisfazione è che la crescita non sembra limitarsi ai grandi gruppi ma riguarda l’intero spettro imprenditoriale tedesco, allargandosi anche alle medie e piccole imprese. «Il rapporto di primavera sulle imprese di medie dimensioni pubblicato dalla Dz-Bank», ha scritto la Frankfurter Allgemeine Zeitung, «evidenzia uno stato di euforia come non accadeva da almeno 15 anni».

Tornando all’auto, se il presidente della Bmw Norbert Reithofer ha dichiarato che i dati del primo trimestre rappresentano solo il primo passo verso un 2011 da record, quello della concorrente Daimler Dieter Zetsche, forte di profitti cresciuti quasi del 100%, ha confermato che gli affari vanno meglio di ogni previsione e che anche per la casa di Stoccarda l’anno in corso potrà far segnare un massimo storico. Stessa atmosfera dalle parti di Volkswagen, a testimonianza che la grande corsa non si limita solo ai veicoli di lusso. Secondo i dati forniti dall’azienda, i profitti dei primi 3 mesi sono saliti da poco meno di 1 miliardo a 1,7 miliardi di euro e la dinamica del fatturato ha fatto registrare un aumento del 30,8%, raggiungendo i 37,5 miliardi di euro.

L’economia vive di cifre, ma il panorama che osservano gli imprenditori tedeschi non appare per nulla arido. I manager della Siemens contano felici il volume d’affari registrato nel primo quadrimestre con gli impianti per le energie rinnovabili: 21 miliardi di euro. «Un livello che è stato possibile raggiungere anche grazie all’impulso registrato dopo l’incidente alla centrale atomica di Fukushima», ha ammesso alla Frankfurter con qualche imbarazzo il responsabile dell’area finanziaria Joe Kaeser. L’azienda ha rivisto verso l’alto le previsioni di profitto per il 2011 e conta di incassare 7,5 miliardi di euro entro dicembre.

La musica non cambia in settori come quelli del commercio, dove pure le aziende devono affrontare i contraccolpi dell’aumento del prezzo delle materie prime, carburante in primo luogo. Non sempre le notizie sono positive anche per i consumatori. La Henkel, produttrice di beni di consumo, è riuscita finora a ribaltare gli aumenti delle materie prime sui propri clienti, mentre il gruppo commerciale Metro ha bilanciato i non brillanti risultati del primo quadrimestre con il successo delle politiche di risparmio adottate nei mesi scorsi.

Se la Siemens brilla grazie alle commesse per gli impianti di energia rinnovabile, le aziende legate al settore del rifornimento energetico sembrano le uniche a non poter festeggiare il clima di ottimismo dell’imprenditoria. Su di loro pesano le scelte che il governo sta per prendere in tema di energia nucleare, con l’ormai certa decisione di abbandonare il campo dell’atomo, probabilmente con un’uscita graduale fra il 2018 e il 2022.

Buone nuove anche dal settore finanziario. La crisi del 2008 sembra lontana e gli ultimi dati evidenziano come tra Deutsche Bank e Commerzbank il barometro sia tornato a segnare tempo stabile e gli azionisti possano già pregustare utili di tutto rispetto, fino ai 2 miliardi di euro dichiarati dalla Deutsche Bank, il secondo miglior risultato quadrimestrale della sua storia. Ultima annotazione. Da qualche tempo, le notizie legate alla crescita economica tedesca hanno minore incidenza sull'andamento delle altre economie europee. Certo, restano i vantaggi indotti su aree e imprese ad essa direttamente collegate e un certo ottimismo si riflette soprattutto sulla regione centro-europea (Repubblica Ceca e Polonia, innanzitutto). Ma il ruolo di locomotiva del Continente appare superato, più per responsabilità dei vagoni che del locomotore. Insomma, la Germania cresce e lo fa soprattutto per se stessa.

(Rielaborazione di un articolo pubblicato su Lettera 43)