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DECLINO DEMOGRAFICO, LA BULGARIA SI SVUOTA

È come se Genova o Palermo fossero in dieci anni scomparse con tutti i loro abitanti. La Bulgaria completa il nuovo censimento e si scopre più povera: 582mila cittadini in meno dal 2001 a oggi, secondo quanto certificato dall’Istituto nazionale di statistica. Una caduta iniziata nel 1985: da allora sono spariti 1 milione e mezzo di bulgari. L’Europa è in declino demografico, un fenomeno più accentuato a Est, ma i numeri che ora il governo di Sofia si palleggia costituiscono un record mondiale. Sulla faccia della terra solo lo Zimbawe fa peggio.

La popolazione complessiva è scesa a 7.351.633 abitanti, lo stesso livello del 1945, ultimo anno di guerra. In più c’è il problema dell’invecchiamento: gli ultrasessantacinquenni sono cresciuti del 2% in dieci anni, raggiungendo la quota del 18,9 e ci sono sempre meno bambini. Uno squilibrio che peserà sulla bilancia del sistema pensionistico.

La disoccupazione morde i giovani, emigrati in massa alla ricerca di salari migliori. Ma le cifre non dicono tutto: molti di loro hanno abbandonato il paese mantenendo la residenza in patria, la Bulgaria è più vuota di quel che si legge nel rapporto. Si svuotano le campagne, si riempiono le città, che ospitano il 73% dell’intera popolazione: Sofia conta 78mila abitanti in più rispetto al 2001, ma i ricercatori si sono imbattuti in 186 villaggi completamente abbandonati. Tuttavia, il declino non è dovuto solo all’emigrazione, preoccupa di più il saldo negativo fra nascite e morti.

Messe in fila tutte queste cifre, il tasso di decrescita demografica è di – 0.79%. Solo Estonia e Lettonia ci si avvicinano (rispettivamente -0,63 e -0,61%), le altre nazioni est europee sono in ripresa, nonostante numeri in negativo. Per prendere un riferimento occidentale, in rosso ci sono Germania (-0,05%) e Italia (-0,04%), gli altri sono tutti in positivo. Unica consolazione: oltre 3 milioni di bulgari hanno compilato il modulo del censimento via Internet. Se la popolazione invecchia, almeno le nuove tecnologie non le sono sconosciute.

(Pubblicato su Vita)