Vai al contenuto

UCRAINA, PROCESSO PER YULIA TYMOSHENKO

Comincia domani al tribunale distrettuale di Pechersk a Kiev il processo a Yulia Tymoshenko, ex primo ministro accusata di abuso di potere per aver sottoscritto nel 2009 accordi sul gas con la Russia senza aver tenuto conto delle precedenti direttive governative. Una commissione parlamentare ha ritenuto l'ex premier, oggi numero uno del partito di opposizione Batkivshchyna (Patria) responsabile di aver firmato un contratto discriminatorio sulla base di accordi personali direttamente con Vladimir Putin. La leader della Rivoluzione arancione ha sempre respinto ogni accusa.

Il processo e soprattutto il suo esito rischiano di influenzare, secondo alcuni osservatori, anche il percorso dell'Ucraina verso l'Unione Europea, diventando un test sulla giovane democrazia dell'ex repubblica sovietica a vent'anni dall'indipendenza da Mosca.

Oggi, indicando il presidente Viktor Yanukovich come il burattinaio dietro un complotto contro di lei, Yulia Tymoshenko ha alzato i toni e ha dichiarato che sa già come andrà a finire. "È un processo in violazione a tutte le leggi, condotto su ordine personale del capo dello stato, il verdetto è stato scritto molto tempo fa nell'amministrazione presidenziale", ha affermato la Tymoshenko.

L'inizio del processo arriva a qualche giorno di distanza dal richiamo del parlamento europeo alle autorità di Kiev a non far uso della cosiddetta "giustizia selettiva". Ieri a Strasburgo davanti all'assemblea del Consiglio d'Europa Yanukovich aveva assicurato che non ci sono intrecci tra politica e giustizia e che "solo la corte decide se la Tymoshenko è colpevole o no". In realtà gli analisti sospettano che dietro l'inchiesta giudiziaria ci sia qualcosa di più che una questione di prezzi del gas e che il processo possa diventare il capolinea nella vita politica dell'eroina del 2004.

Il quotidiano Segodnya oggi in edicola prospetta sull'esito del processo un ventaglio di possibilità con altrettante percentuali. La fine più probabile (80%) è quella che vede la Tymoshenko giudicata sì colpevole e quindi condannata, ma con la sospensione della pena. All'ex premier verrebbe risparmiato insomma di finire in galera, ma le sarebbe preclusa la possibilità di presentarsi alle prossime elezioni. Secondo il politologo Vadim Karasev cambierebbe poco, perlomeno all'appuntamento delle parlamentari del 2012, visto che anche se non potessi candidarsi personalmente, guiderebbe ugualmente il suo partito dall'esterno e continuerebbe ad esserne il simbolo. Per un altro analista, Volodymyr Fesenko, una condanna rappresenterebbe invece un duro colpo e potrebbe dare il via alla disgregazione di Patria. "Se sulla lista non ci sarà il nome della Tymoshenko, chi sarà il numero uno?" si è chiesto il direttore del centro Penta, avanzando l'ipotesi della rampante Natalia Korolevska e aggiungendo che i conflitti interni possono indebolire l'opposizione.

Per Segodnya c'è un 15% di probabilità che la Tymoshenko venga condannata e sia obbligata a scontare la pena, in questo caso non solo si radicalizzerebbe lo scontro nel Paese e tra governo ed opposizione, ma l'immagine dell'Ucraina all'estero subirebbe un duro contraccolpo e i rapporti con l'Occidente verrebbero a complicarsi. Le residue varianti ipotizzano un processo che provi l'innocenza della Tymoshenko (4,9%) e una fuga prima del verdetto da parte dell'ex eroina arancione in qualche paese europeo disposto a concederle asilo (0,1%).

(TMnews)