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La falcata della Russia

Rallenta la crescita, calano i consumi. La borsa perde colpi, così come il rublo. In molti si chiedono se la cattiva congiuntura dell'economia russa sia solo passeggera o possa piuttosto tangere le conquiste degli ultimi anni. Che sono state notevoli, come si evince da questa slide, basata su informazioni del Fondo russo per gli investimenti diretti.

La Russia deve sicuramente affrontare il tema delle riforme, rendere più flessibile le sue strutture produttive, dare più spazio alle imprese di piccole-medie dimensioni e svincolarsi dalla dittatura dell'export energetico, che pesa oltremodo sul Pil. Al tempo stesso è vero che il paese vive una fase complicata, con la crescita che ristagna, i consumi fermi al palo e la fiducia sulla ripresa che manca.

Malgrado questo bisogna guardare anche al medio periodo. Che dice che, al netto di tutti questi problemi, congiunturali e strutturali, Mosca ha marciato con passo molto risoluto. Sono migliorati sensibilmente i parametri macroeconomici: debito, inflazione, redditi, prodotto interno lordo, occupazione. Ma non è solo il quadro economico che ha registrato progressi. Mosca ha una buona pagella anche su riserve della banca centrale, capitalizzazione del sistema bancario e mercato azionario. Senza contare che è uno dei più grandi mercati al mondo. Tutto questo si evince dai dati del Fondo russo per gli investimenti diretti, che Rassegna Est riporta nella slide che correda queste considerazioni.

I rapporti economici russo-tedeschi (Der Spiegel)

In altre parole, prima di parlare di crisi del modello di sviluppo russo è doveroso attendere. Sicuramente ci sono dei nodi da sciogliere e delle riforme da intraprendere anche urgentemente. Ma la Russia, ancora, sembra tenere. Non solo: la sua economia è molto più integrata di quanto non si creda con quelle europee. A questo proposito va ricordato che nel corso della crisi ucraina le aziende della Germania, proprio in virtù di questo motivo, hanno premuto su Angela Merkel affinché non varasse sanzioni pesanti contro Mosca. Attualmente 300mila posti di lavoro, in Germania, dipendono dagli affari con la Russia (vedi grafico).

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