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IL PRINCIPE DEL GHIACCIO

È in missione per sé e un po’ per conto di Vladimir Putin. Evgeni Plushenko, star indiscussa del pattinaggio artistico russo dell’ultimo decennio insieme con il suo grande rivale Alexei Yagudin, è tornato a danzare sul ghiaccio. Ovviamente vincendo. Campione russo per la nona volta (aveva trionfato anche nel 1999, 2000, 2001, 2002, 2004, 2005, 2006 e 2010), si appresta ora a scendere in pista per i campionati europei in programma a Sheffield (dal 23 al 29 gennaio) e ai Mondiali di Nizza (dal 26 marzo al 1 aprile) con il vero obiettivo di arrivare alle Olimpiadi di Soci, nel 2014.

Non poteva stare fermo Plushenko dopo la delusione dei Giochi del 2010, quando a Vancouver lo statunitense Evan Lysacek gli soffiò l’oro che pareva già suo, visto che il russo è l'unico atleta a eseguire il quadruplo toeloop (una figura del pattinaggio che prevede quattro rotazioni complete in aria). Mezzo punto di differenza che fece nascere discussioni e polemiche infinite.
Allora il russo aveva detto che voleva ritirarsi, se l’era presa con la Federazione colpevole di aver introdotto un nuovo sistema di punteggio che gli era costato la vittoria e quindi il bis dopo il trionfo di Torino nel 2006. Solo successivamente erano stati rivisti i punteggi base per il salto in questione.

Il pattinaggio artistico non è in definitiva solo danza, ma anche tecnica ed esplosività atletica. Plushenko si era messo però a fare come i suoi colleghi già in pensione, esibendosi tra show e gala di ogni genere, diventando una stella televisiva, partecipando a Ballando con le stelle in versione russa, naturalmente sul ghiaccio. In realtà non aveva mai abbandonato l’idea di ritornare, con la volontà di riprendersi lo scettro mondiale e soprattutto olimpico.

Le Olimpiadi nel Caucaso sono un sogno da realizzare, per sé e per il suo sostenitore più illustre, ovvero quel Putin che presto ha in agenda di tornare al Cremlino lasciando a uno dei suoi fedelissimi il ruolo di premier.
Plushenko nel 2007 è entrato alla Duma regionale di San Pietroburgo con il partito Russia giusta, al tempo ancora alleato del Cremlino. Un’esperienza comune ad altri atleti, cooptati dalla politica nel segno dello Zar (è il caso del tennista Marat Safin e del pugile Nikolai Valuev), che a dire il vero non è stata molto brillante, se è vero che il deputato con i pattini ha collezionato più assenze che meriti: presente a solo 11 sessioni su 123. Dopo la beffa canadese era stato proprio Putin a tentare di consolarlo, mandandogli un telegramma con la frase «il tuo argento vale l'oro», ma all’inizio aveva prevalso l’idea di gettare la spugna.

Il fatto di non essere più un ragazzino (nato nel 1982, compirà 30 anni il prossimo novembre) e di dover competere con giovani leve sempre più agguerrite gli aveva tolto mordente. Ora però è diverso e sembra davvero pronto per il suo secondo ritorno che potrebbe essere più spettacolare del primo. Dopo l’oro di Torino 2006, con già tre vittorie mondiali e cinque successi europei in bacheca, il russo si era preso una pausa dai pattini. Plushenko era stato al fianco di Dima Bilan nell’Eurovision song contest del 2008 vinto proprio dalla popstar russa: nel 2009 ne aveva sposato la produttrice Yana Rudkovskaya, dopo il divorzio dalla prima moglie Maria Jermak. Tra operazioni e ripensamenti era ritornato alle competizioni solo nel 2010, salendo ancora sul gradino più alto d’Europa, realizzando il record di 91,30 punti nel programma corto (primato ancora imbattuto), e poi si era dovuto accontentare dell’argento dietro alla meteora Lysacek.

Sei mesi dopo l’ultimo intervento al ginocchio, il biondo idolo delle ragazzine russe (50 mila amici su Facebook e un’ampia attività online, da Twitter a YouTube) ha collezionato dunque a Saransk l’ennesimo alloro nazionale tra i soliti, per lui, quadrupli toeloop e tripli axel. Per il suo allenatore Alexei Mishin il primo passo per vedere concretizzate le speranze del 2012 tra Sheffield e Nizza e soprattutto quelle per Soci. A mettersi di traverso, più che la concorrenza, potrebbero esserci i problemi di salute, quelli che Evgeni teme di più. «Ho commesso degli errori», ha detto dopo il titolo nazionale conquistato a fine dicembre, «a ogni infortunio e intervento chirurgico non mi sono attenuto a quel riposo che sarebbe stato necessario».
«Gli show sono belli, divertono e gonfiano il portafogli, ma l’agonismo è tutta un’altra cosa. Francamente avevo completamente dimenticato come si compete. Ho ancora tanto lavoro davanti per tornare al top della forma».
Tutto il futuro di Plushenko - e un pizzico di gloria per Putin - dipende insomma dalle sue ginocchia.

(Lettera 43)