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IL DITO MEDIO DI STEINBRÜCK

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Cosa passa per la testa a un candidato alla cancelleria che negli ultimi mesi aveva speso gran parte del tempo a rimediare all'immagine di gaffeur e che nelle ultime settimane aveva cominciato a recuperare uno svantaggio enorme mostrando competenza e grinta? Bisognerebbe essere nella testa di Peer Steinbrück, che ha avuto l'idea di posare per la foto di copertina del magazine allegato all'edizione della Süddeutsche Zeitung, in uscita venerdì 13 settembre, con il dito medio alzato e le braccia articolate nell'inequivocabile gesto dell'ombrello. Inutilmente il suo portavoce Rolf Kleine aveva tentato di convincerlo a non concedere l'autorizzazione. Steinbrück è stato irremovibile: «Pubblicatela, va bene così».

E un minuto dopo che il direttore del magazine Timm Klotzek aveva reso pubblica l'insolita copertina su Twitter sono tornati a circolare proprio quei termini che il magazine ha riportato sotto il titolo che correda la foto: Panne-Peer, Problem-Peer o l'italianizzato Peerlusconi. La traduzione è superflua, l'effetto della trovata ancora tutto da verificare. La foto è parte di una serie di interviste dal titolo Ora non dite niente: a domanda si risponde con un gesto. E il quesito rivolto a Steinbrück, sintetizzato proprio nei termini utilizzati nel titolo, era se quei diminutivi dovessero essere fonte di preoccupazione per un candidato di punta alle elezioni. La risposta, negativa, è appunto nel gesto dell'ombrello e nel dito alzato. Ironia o arroganza?

Steinbrück ha giustificato la scelta dell'immagine sottolineandone la spontaneità e l'umorismo e si è detto speranzoso che i tedeschi sappiano apprezzare un gesto di leggerezza in risposta a domande che non vertono su temi veramente importanti. Il problema è che le critiche di inadeguatezza che lo hanno perseguitato fin dagli esordi della candidatura non provenivano dalla stampa (che con le spacconate di Steinbrück è spesso andata a nozze) ma dagli stessi elettori, che avevano dichiarato di trovare poco consone a un futuro cancelliere le dichiarazioni troppo esplicite. L'ex ministro aveva esordito in campagna elettorale all'insegna dello slogan Klartext, parlar chiaro, ma poi aveva dovuto scoprire le virtù della diplomazia per correggere un'immagine troppo aggressiva che non riusciva a sfondare nell'elettorato.

Sono state necessarie molte settimane di duro lavoro per smussare il lato impulsivo del carattere di Steinbrück e far emergere quelle competenze soprattutto in campo finanziario ed economico rimaste a lungo nascoste sotto il gusto per la battuta salace. Quando Steinbrück era ministro delle Finanze nel primo governo Merkel scatenò le ire degli svizzeri per una frase troppo franca sul segreto bancario elvetico. E ancora pochi mesi fa l'uscita su Beppe Grillo e Silvio Berlusconi, «i clown votati dagli italiani», aveva suscitato un incidente diplomatico con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita a Berlino, con tanto di disdetta della cena ufficiale.

I suoi avversari politici non hanno perso tempo a prendere la palla al balzo per scatenare una tempesta di polemiche: può l'aspirante a un ruolo tanto delicato come quello di cancelliere della nazione più potente d'Europa mandare a quel paese lettori ed elettori, anche solo per scherzo? E può venirgli in mente di tentare un simile azzardo a soli 8 giorni dal voto? Il fuoco di fila è partito subito: «È un gesto che non va bene», ha detto il leader dei liberali Philipp Rösler, «e che un candidato non dovrebbe mai fare» e il ministro della Salute Daniel Bahr (sempre Fdp) ha aggiunto: «Questo non può essere lo stile di un candidato alla cancelleria». «Imbarazzante» è stato il lapidario commento del ministro dell'Ambiente Peter Altmeier (Cdu).

Silenzio invece da parte di Angela Merkel e del suo entourage: difficilmente la cancelliera s'immischierà in questa nuova polemica, preferendo sottolineare proprio con il distacco la differenza di stile fra i due candidati. L'unico suo gesto impresso nell'immaginario degli elettori in questa campagna elettorale è l'intreccio a rombo delle sue mani che campeggia da una settimana sul maxi-manifesto affisso di fianco alla stazione ferroviaria centrale di Berlino. Un messaggio di compostezza e seriosità che le ha permesso di incassare anche l'endorsement di The Economist, uscito con un appello agli elettori tedeschi: «Fate come dice la Mutti».

La Süddeutsche ha comunque fatto un colpo giornalistico, aggiungendo una nuova perla all'imbarazzante collana di gaffe che negli ultimi giorni non ha risparmiato quasi nessun politico impegnato in campagna elettorale. Le uniche speranze per Steinbrück arrivano da internet, dove ai commenti scandalizzati si sono sovrapposti anche quelli di coloro che sembrano aver apprezzato. Solo nei prossimi giorni sarà possibile valutare l'impatto del dito medio fra gli elettori. Gli ultimi sondaggi, resi noti giovedì 12 settembre, avevano evidenziato un recupero dell'Spd e un nuovo testa a testa fra la coalizione cristiano-liberale e i tre partiti dell'opposizione, che sono però uniti solo sulla carta, visto che i socialdemocratici hanno escluso qualsiasi alleanza con la Linke. Un recupero che poteva essere il preludio alla grande coalizione fra Cdu e Spd ma che ora Steinbrück potrebbe aver gettato alle ortiche proprio nell'ultima volata.