Vai al contenuto

GREIFSWALD ÜBER ALLES

A 22 anni dalla riunificazione tedesca, il processo di integrazione fra le due metà della Germania mostra ancora limiti economici che si riflettono sul piano sociale e demografico. I passi in avanti sono stati tanti, molti di più di quelli che la popolazione stessa riesce a percepire, ma gli squilibri tuttora presenti rischiano di gravare sulle regioni orientali anche per la prossima generazione.

Uno studio recente, presentato dal Bundeninstitut für Bevölkerforschung (Bib), l'agenzia federale che da Wiesbaden monitora i flussi migratori interni al Paese, ha fotografato le dinamiche della popolazione tedesca negli ultimi anni, confrontando i dati con quelli del 1990, l'anno della riunificazione. I risultati, riportati dalla Welt, hanno confermato «la tendenza di fondo all'emigrazione dalle aree rurali degli ex Länder della Ddr, ribadendo il pericolo di uno spopolamento di regioni già svantaggiate dal punto di vista economico e industriale». Il problema è aggravato dal fatto (anche questa una conferma) che a fare le valigie siano principalmente donne giovani alla ricerca di migliori opportunità di vita e di lavoro altrove. Il fenomeno era già stato osservato da molti studiosi: le donne della Germania est risultano mediamente dotate di una maggiore preparazione scolastica e di un più spiccato spirito d'iniziativa rispetto agli uomini, probabilmente a causa del ruolo attivo che era già loro assegnato nella società socialista.

«Sono loro a lasciare più frequentemente le regioni deboli e periferiche della Germania orientale», ha riportato la Welt, « mentre gli uomini tendono a rimanere, anche se non hanno lavoro, affidandosi ai servizi e all'assistenza sociale per tirare a campare. I dati in dettaglio hanno mostrato che mediamente, nei distretti orientali, per 100 uomini in età compresa fra i 18 e i 24 anni si trovano solamente 85 donne coetanee. E se questa è la media, in alcune provincie il numero delle giovani donne scende fino a 75. Nel 1990 il rapporto era di 100 a 95». Per gli esperti demografi, il saldo negativo di oggi rischia di riflettersi anche sulla prossima generazione, vanificando ogni tipo di intervento a sostegno dell'economia di queste aree: «Assieme alle giovani donne, emigra anche la futura generazione di mamme con un ulteriore prevedibile calo delle nascite».

Lo spopolamento delle campagne e delle piccole città ad est è stata nell'ultimo ventennio l'altra faccia della riunificazione tedesca, una lenta e inesorabile emigrazione silenziosa che ha privato queste regioni delle fasce di popolazione più competenti, giovani e intraprendenti, accentuando i problemi di immobilismo e stagnazione economica. Nelle zone interne della Sassonia, del Meclemburgo-Pomerania anteriore, del Brandeburgo e della Sassonia-Anhalt, l'invecchiamento degli abitanti di interi villaggi ha prodotto nel cuore dell'Europa più produttiva un fenomeno simile a quello delle regioni più povere dell'Europa meridionale.

Ma rispetto ai primi anni della transizione, un secondo dato mostra segnali di cambiamento. «Rispetto al passato, non sono più i Länder tedeschi occidentali ad avvantaggiarsi di questo flusso», ha scritto ancora il quotidiano, «ma le grandi e medie città dell'est come Dresda, Lipsia, Potsdam e Greifswald». Da qui non solo l'emigrazione si è interrotta, ma si assiste a due tipi di movimenti inversi: il rientro dei cittadini che subito dopo la riunificazione si erano spostati ad ovest e l'afflusso della nuova emigrazione dalle zone rurali orientali. Cittadini tedeschi ormai convinti di poter trovare nelle città dell'est le opportunità di lavoro prima cercate a occidente o quelle che mancano nelle campagne.

«Nei vecchi Länder il rapporto fra uomini e donne giovani risulta oggi di 100 a 93», ha concluso la Welt, «e dunque resta sostanzialmente invariato rispetto al 1990». I saldi positivi si ritrovano invece tutti nei centri urbani dell'est dove, secondo Susanne Stedtfeld, ricercatrice dell'istituto di Wiesbaden, «le giovani tedesche orientali provenienti dalle campagne riescono a trovare condizioni migliori di istruzione, lavoro e qualità della vita rispetto agli uomini». Spicca su tutti il dato della città di Greifswald, un centro di 55 mila abitanti sulla costa del Mar Baltico a pochi chilometri dal confine con la Polonia, noto per aver dato nel 1774 i natali al pittore romantico Caspar David Friedrich e oggi sede di una grande e vivace università: «Qui si registra un rapporto fra i sessi addirittura capovolto rispetto alla media nazionale: per ogni 100 uomini si contano 123 donne».