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UCRAINA, L’OMICIDIO GONGADZE 11 ANNI DOPO

Undici anni fa scompariva Georgi Gongadze. L’ex presidente ucraino Leonid Kuchma é stato indagato con l’accusa di essere coinvolto nell’organizzazione del suo omicidio, avvenuto il 16 settembre 2000 e di cui si conoscono gli autori materiali, ma non i mandanti. Giornalista di origine georgiane dell’Ukrainskaya Pravda, Gongadze era stato rapito e assassinato dopo che aveva iniziato a pubblicare inchieste sul presidente e il suo entourage. Il suo cadavere decapitato era stato ritrovato un paio di mesi dopo la scomparsa in un bosco nei pressi di Kiev. L’identificazione era stata resa ancor più difficile dal fatto che era stato cosparso di acido.

Degli esecutori materiali dell’omicidio, tre ex poliziotti sono stati condannati all’ergastolo nel 2008, mentre un altro, l’ex generale Oleksiy Pukach, è ora sotto processo. Kuchma è sospettato di abuso di potere, di aver dato ordini illegali ai vertici del ministero degli Interni che hanno condotto come conseguenza alla morte del giornalista. L’ex presidente è anche indagato per il caso di un altro giornalista, Oleksiy Podolsky, rapito e aggredito tre mesi prima di Gongadze, per il quale già nel 2007 erano stati condannati tre dipendenti del ministero degli Interni. Podolsky nel dicembre del 2010 si era rivolto al procuratore generale Viktor Pshonka denunciando tentavi di depistaggio in atto per entrambi i casi.

Il caso Gongadze-Kuchma era diventato pubblico con le famose audiocassette passate da Mykola Melnichenko, membro dell’apparato di sicurezza del presidente, al deputato Olexandr Moros. In esse si ascolta la voce di Kuchma, quella dell’allora ministro degli Interni Yuri Kravchenko (trovato morto nella sua dacia vicino a Kiev nel 2005 con due pallottole in testa) e del capo dell’amministrazione presidenziale Volodymir Litvin, oggi presidente del Parlamento, che discutono i modi per mettere a tacere il giornalista scomodo.

Georgi Gongadze non è l’unico è stato l’unico giornalista ammazzato in Ucraina, destino comune a una decina di colleghi nell’ultimo quindicennio. Il caso più recente è quello di Vasyl Klymentyev, direttore di New Style, giornale di Kharkiv, scomparso nell’estate del 2010 e mai più ritrovato. Secondo Reporter senza frontiere Kiev nel 2010 era alla 131esimo posto nella speciale classifica che concerne la libertà di stampa, in discesa dall’89novesimo del 2009. Nel 2008 era all`87esimo, nel 2004 al 132esimo e nel 2002 al 112esimo. Se i momenti più difficili si sono vissuti lo scorso decennio, dopo la rivoluzione del 2004 la situazione è migliorata.

Ma le organizzazioni internazionali hanno comunque segnalato sempre negli ultimi anni episodi di violenza e intimidazione nei confronti di giornalisti. Anche durante la presidenza di Victor Yuhschenko il Cpj di New York (Committee to protect journalist, associazione internazionale che difende i diritti dei giornalisti) ha lamentato attacchi alla stampa, scrivendo letteralmente in un rapporto del 2007 come “ un sistema giudiziario debole e politicizzato lascia i giornalisti in tutto il paese vulnerabili alle molestie di politici, uomini d’affari e gruppi criminali”. Dopo il cambio della guardia tra Yuhschenko e Victor Yanukovich all’inizio di quest’anno, sia Rsf sia altre organizzazioni internazionali hanno manifestato la preoccupazione per l’indipendenza della stampa in Ucraina.