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Le trame di Genscher

Le trattative intessute dall'ex ministro degli esteri tedesco per liberare Khodorkovsky. Ne parla a Der Spiegel il politologo Alexander Rahr, che ha avuto un ruolo nella vicenda.

(Scritto per Il Manifesto)

Genscher ai tempi della riunificazione (Wikimedia)

di Matteo Tacconi 

Il museo del muro. Si trova pro­prio accanto al chec­k­point Char­lie, il varco doga­nale più famoso della sto­ria della guerra fredda e della divi­sione tra le due Ber­lino. Può darsi che la scelta del luogo abbia una cara­tura sim­bo­lica, ma può anche darsi che no. In ogni caso, riporta il sito di Radio Free Europe, è pro­prio lì che Mikhail Kho­dor­ko­v­sky terrà oggi, alle tre­dici, una con­fe­renza stampa. La prima dal suo rila­scio, avve­nuto venerdì sulla base della gra­zia con­ces­sa­gli dal Crem­lino. Subito dopo l’ex oli­garca è volato nella capi­tale tede­sca, dove dovrebbe incon­trare uno alla volta i fami­liari. Il figlio mag­giore Pavel, arri­vato da New York, è stato il primo a rivederlo.

L’incontro con i gior­na­li­sti potrebbe chia­rire alcune delle domande che ci si è posti, su di lui, nelle scorse ore. Intende restare all’estero o rien­trare in Rus­sia? Vuole fare poli­tica e con­ti­nuare, da uomo libero, la sua bat­ta­glia con­tro Putin? È vero che ha chie­sto la gra­zia per­ché temeva che con­tro di lui sarebbe stato istruito un terzo pro­cesso? Non è da esclu­dere, tut­ta­via, che l’ex oli­garca non abbia inten­zione di snoc­cio­lare certezze.

Se su que­sto punto si potrebbe rima­nere nel vago, il ruolo tede­sco nella scar­ce­ra­zione di Kho­dor­ko­v­sky ha preso invece una sua forma, gra­zie al poli­to­logo Ale­xan­der Rahr, forse il più accre­di­tato esperto di cose russe che c’è in Ger­ma­nia. È uno dei pochi che ha saputo da subito della trat­ta­tiva intes­suta da Hans-Dietrich Gen­scher, l’ex mini­stro degli esteri tede­sco, per por­tare Kho­dor­ko­v­sky fuori di cella. E ha appena rac­con­tato a Der Spie­gel come sono andate le cose.

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