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RISCHIO DIARCHIA PER I LIBERALI TEDESCHI

La guerra delle poltrone nel partito liberale tedesco dovrebbe essere finita e il congresso che si aprirà il 13 maggio a Rostock sancirà l’inizio del lavoro della nuova squadra guidata da Philipp Rösler, il 38enne ex ministro della Sanità che si è assunto il compito di guidare il cambio generazionale e la risalita dei liberali dal baratro in cui sono sprofondati. Gli ultimi sondaggi li indicano al di sotto della soglia fatale del 5%, un risultato che li escluderebbe dal prossimo parlamento nazionale.

Il carosello del personale politico, che ha ulteriormente nuociuto all’immagine del partito e intorpidito le prime settimane dell’informale gestione Rösler, si è concluso con lo spostamento dell’esperto ministro dell’Economia Rainer Brüderle alla guida del gruppo parlamentare. Il suo posto sarà preso proprio da Rösler, che non poteva arrivare alla guida del partito mantenendo la titolarità di un ministero di seconda fila come la Sanità. Il nuovo leader dell’Fdp assumerà anche la carica di vice-cancelliere ereditata da Westerwelle e nel confronto quotidiano con Angela Merkel aveva bisogno di rinforzarsi le spalle con un dicastero di peso. Alla Sanità è stato promosso un altro astro nascente dello spento firmamento liberale, il 34enne Daniel Bahr, sino a ieri sottosegretario.

Secondo Philipp Rösler, il profilo del nuovo partito rispecchia esattamente quelle che erano state le sue aspirazioni nel momento in cui aveva deciso di raccogliere la difficile eredità di Westerwelle: un rinnovamento graduale nel quale la nuova generazione venisse ancora affiancata dall’esperienza dei vecchi saggi. La presenza di Brüderle alla guida del gruppo parlamentare sarebbe il segnale che la stagione del dopo Westerwelle poggia sull’entusiasmo dei giovani e sulle gambe solide di chi è già temprato alla battaglia politica.

Ma non tutti i quotidiani hanno valutato questo passaggio con lo stesso ottimismo che anima il giovane leader. Non, ad esempio, la Süddeutsche Zeitung che nella redistribuzione del potere interno ha intravisto piuttosto una scarsa capacità di leadership: «Più che una sana concorrenza è sembrata prevalere una volontà di compensazione. A chiunque abbia chiesto è stato dato qualcosa. Philipp Rösler non è ancora riuscito a dare l’impressione di un lavoro fatto bene, ha solo ottenuto il minimo indispensabile per mettersi alla guida. Il vero vincitore di questo domino è stato Rainer Brüderle, che è riuscito a ritagliarsi un ruolo unico e decisivo all’interno dell’Fdp». Un giovane leader sotto tutela della vecchia guardia, ha sostenuto il quotidiano bavarese, e una falsa partenza: «Chi osserva oggi la squadra dell’Fdp, non può fare a meno di notare che in fondo le facce sono sempre le stesse».

E di una diarchia all’interno del partito ha scritto anche lo Spiegel. «Il nuovo ruolo che Rainer Brüderle si è ritagliato è decisivo anche per le sorti del governo», ha scritto il magazine, «dal momento che un esecutivo può ben operare solo se i gruppi parlamentari dei partiti di maggioranza glielo consentono. Con i 93 deputati della sua frazione, Brüderle può cementare la base del suo nuovo potere e condizionare le scelte del gruppo dei giovani incarnato da Rösler, Bahr e dal segretario generale Christian Lindner». Semplificando un po’ si può osservare che nell’Fdp si sono delineati con maggior chiarezza due poli: il primo, in qualche modo incarnato da Brüderle, più liberista e orientato al libero mercato, il secondo, rappresentato dai giovani, più incline a esaltare gli aspetti sociali dell’economia. «Due componenti che possono in ogni momento confliggere», ha concluso lo Spiegel «e paralizzare l’azione del partito e del governo. Per questo la collaborazione fra Rösler e Brüderle sarà decisiva per una Fdp che ha un disperato bisogno di mostrare qualche successo».

Il primo banco di prova, dopo l’elezione ufficiale del nuovo leader nel congresso di Rostock, sarà il dibattito interno sul programma del partito, che rischia di rinfocolare le tensioni. È qui che Philipp Rösler dovrà mettere da parte le tentazioni compromissorie e mostrare la stoffa del leader. L’anno elettorale del 2011 non è ancora finito, da maggio a settembre ci saranno ancora tre elezioni regionali importanti (Brema, Meclenburgo-Pomerania anteriore e Berlino) e l’Fdp ha bisogno di invertire da subito la tendenza al declino.

(Pubblicato su Lettera 43)