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GERMANIA, FACEBOOK PARTY? VERBOTEN!

Articolo di Pierluigi Mennitti

È diventata la moda di questa estate tedesca. Festeggiare il proprio compleanno all'aperto, in un parco o in una piazza, lanciando l'invito nel mare aperto di Facebook. Li chiamano per questo «Facebook party» e sono diventati l'incubo delle autorità locali e delle forze di polizia. Migliaia di anonimi invitati si radunano nel luogo indicato, quasi nessuno conosce il festeggiato, ma la cosa importa poco. Quel che conta è il fiume di alcool che scorre senza fine e senza regole. E spesso la festa finisce in risse e violenze e cumuli di spazzatura impegnano il giorno dopo in modo straordinario i netturbini e le casse dei comuni.

Un pericolo per l'incolumità di tanti giovani ignari che prendono parte a questa sorta di rave party dell'era digitale, nei quali sempre più spesso si infiltrano gruppi di hooligan con lo scopo di scatenare violenze e scontrarsi con le forze dell'ordine. «Per questo motivo», ha scritto la Süddeutsche Zeitung, «e dopo che i media hanno cominciato a dare risalto a questi avvenimenti, raccontandone le conseguenze e allo stesso tempo rendendoli ancor più popolari, i ministri degli Interni di alcuni Länder tedeschi hanno deciso di uscire allo scoperto e di dibattere le misure attraverso le quali correre ai ripari».

Le leggi sulle manifestazioni pubbliche ci sono e i party organizzati attraverso i social network non devono sfuggire alle regolamentazioni in vigore.
«Su questa linea si sono uniformati i responsabili dell'ordine interno di alcune regioni, anche di diverso orientamento politico», ha proseguito il quotidiano bavarese, «Uwe Schünemann, ministro cristiano democratico della Bassa Sassonia, ha sostenuto che qualora i Facebook party mettano in pericolo la sicurezza e l'ordine pubblico, le autorità locali devono vietarli o, se già in corso, far intervenire la forza pubblica per interromperli e far sgomberare i luoghi interessati». Insomma, le leggi in vigore devono essere estese anche a questa nuova forma di raduni di massa e non importa che si tratti di party organizzati da privati. Possono apparire preoccupazioni eccessive, dettate da una rinnovata voglia di law and order, ma bisogna ricordare che fra qualche giorno cade il primo anniversario della strage alla Love parade di Duisburg, una manifestazione di massa che pure era stata programmata e regolata da organizzatori esperti, che non sono tuttavia riusciti a evitare il disastro.

«I numeri dei Facebook-party non sono certo paragonabili a quelli milionari di una Love parade», ha insistito la Süddeutsche, «e tuttavia, all'inizio di giugno si erano presentati in 1.600 a Bramfeld, all'invito di una 16enne di Amburgo dopo che in 16 mila avevano risposto positivamente online al suo invito su Facebook. C'è voluto l'intervento di 100 poliziotti per sedare i primi tumulti: 11 giovani erano stati fermati per lesioni, danneggiamenti e resistenza a pubblico ufficiale». Pochi giorni dopo era toccato alle forze dell'ordine di Wuppertal intervenire a un Facebook party con 800 invitati nel quale si erano infiltrati gruppi di hooligans. Bilancio: 41 fermi e 16 feriti.
A ogni fine settimana la lista delle feste aumenta, gli appuntamenti si moltiplicano e si diffondono in tutta la Germania. Il primo caso di intervento pubblico si è avuto a Düsseldorf, dove il comune ha vietato la ripetizione di una grigliata organizzata via Facebook sulle rive del Reno, minacciando di multe salate i promotori.

Il dibattito è comunque aperto - ovviamente anche su Facebook - e sul tema rischia di riproporsi una specie di scontro generazionale. «I più giovani si chiedono fino a dove possa spingersi lo stato nel proibire party comunque privati», ha scritto la Süddeutsche, «e si invitano ironicamente le autorità a fare causa al social network, così come dovrebbero fare con il telefono o con le lettere, altri mezzi utilizzati per invitare gli amici a feste private. I politici invece insistono sul fatto che nessuno sa davvero chi arriverà ad appuntamenti organizzati attraverso Facebook e che una buona parte di coloro che accolgono questi inviti hanno solo l'obiettivo di scatenare violenze. Inoltre evidenziano i costi aggiuntivi a carico di tutta la comunità, dovuti all'impiego straordinario delle forze dell'ordine e dei netturbini e minacciano di trovare misure legislative per metterli a carico dei genitori». Joachim Herrmann, ministro bavarese, ha messo in guardia sul fatto che «sempre più spesso innocenti feste di compleanno organizzate con questo sistema si trasformino in enormi problemi di sicurezza» e Schünemann ha proposto «una sorta di patente Internet da rilasciare nelle scuole dopo una serie di lezioni sul pericolo di Facebook».

(Lettera 43)