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Ciclone Orban

Il primo ministro ungherese si appresta a confermarsi al potere, forte anche della recente crescita del Pil. Il nostro ultimo articolo su "Orbanomics".

Il primo ministro ungherese al vertice per il 35°anniversario del Ppe (Partito popolare europeo)
Orban al vertice per il 35°anniversario del Ppe (Partito popolare europeo)

di Matteo Tacconi
Scritto per Il Manifesto

Tra lo 0,2 e il 3% c’è una dif­fe­renza molto grande. La prima è la stima trac­ciata lo scorso autunno dal Fondo mone­ta­rio inter­na­zio­nale sulla cre­scita unghe­rese nel 2013. La seconda su cui il Pil magiaro s’è real­mente atte­stato negli scorsi dodici mesi. Il primo mini­stro Vik­tor Orban non poteva chie­dere di meglio, ai numeri. Que­sto scarto ha una valenza elet­to­rale molto impor­tante. Potrebbe for­nire la mar­cia in più alla Fidesz, il par­tito di Orban. Sem­pre che ce ne sia biso­gno, dato che le rile­va­zioni con­dotte di recente lo danno lar­ga­mente trion­fa­tore di que­sta tor­nata. Alcuni ana­li­sti pre­di­cono per­sino un nuovo sfon­da­mento della soglia dei due terzi dei seggi parlamentari.

L’accelerata del Pil, a Buda­pest, dipende da tanti fat­tori. Uno è la ripresa dell’attività mani­fat­tu­riera dei grandi gruppi indu­striali pre­senti nel paese. L’economia unghe­rese è for­te­mente dipen­dente dalla pro­du­zione di que­ste aziende e dall’export che rea­liz­zano, pari a oltre il 70% del Pil. È andato molto bene anche il set­tore agri­colo, su cui il governo punta molto. Ci scom­mette anche San­dor Csany, il finan­ziere che con­trolla la mag­gio­ranza delle quote di Otp Bank, il prin­ci­pale isti­tuto del paese. Qual­che mese fa ha ceduto una fetta non pro­prio pic­cola del suo pac­chetto e ha inve­stito nel pri­ma­rio. Gli ana­li­sti, sulla base della pre­sta­zione scat­tante del 2013, stanno alzando le stime sul Pil di quest’anno e del 2015. In entrambi i casi dovrebbe supe­rare il 2%.

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I nostri articoli su Viktor Orban

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Viktor Orban dovrebbe riaffermarsi ancora, anche agevolmente, alle politiche di questa primavera, in una battaglia per il voto che si gioca quasi tutta sull’economia, tra “ripresina” e misure paternalistiche.

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Orban e le banche
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Parola d'ordine: Costituzione
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Viktor lo statalista
Riacquisizione degli asset, controllo sulla Banca centrale, tasse sul grande capitale. Orbanomics è la risposta di destra alla crisi.

Calcio e goulash
Viktor Orban s’è messo in testa di rilanciare la scuola calcistica ungherese. Investimenti, nuovi stadi, scuole calcio: numerosi i progetti messi in campo dal primo ministro. L’opposizione accusa: è solo megalomania.

L'economia ai tempi di Orban: mezzo fiasco?
L’Ungheria chiude il 2012 in recessione. Il governo blinda il controllo sulla Banca centrale e “manovra” in vista del voto del 2014.

Le metamorfosi di Viktor 
La storia dell’uomo forte di Budapest che spaventa l’Europa. L’89 e il progressismo, la virata conservatrice, il primo mandato da capo del governo, il purgatorio all’opposizione, la nuova Costituzione, il piglio decisionista e l’eterodossia economi

 

 

 

 

 

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