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IN BILICO TRA EST E OVEST, DOVE VA L’UCRAINA?

Da una parte Mosca che offre un posto nell'unione doganale insieme con Bielorussia e Kazakistan. Dall'altra Bruxelles che non può offrire certo l'ingresso a tempi brevi e si concentra sul trattato di associazione e la creazione di un’area di libero scambio. In mezzo il presidente ucraino Victor Yanukovich che fa esercizi di equilibrio per non farsi abbracciare completamente dalla Russia e non perdere il treno per l’Unione Europea.

Sono tempi complicati questi a Kiev, forse decisivi per la collocazione del Paese sulla scacchiera europea.  Yanukovich nel suo discorso al parlamento di ieri si è espresso per un avvicinamento alla Russia e allo spazio economico postsovietico secondo una “formula 3+1”, relativizzando le dichiarazioni di Valeriy Muntiyan, responsabile speciale del governo per la collaborazione con gli stati della Csi, che martedì scorso aveva affermato che l’Ucraina sarebbe entrata a pieno titolo già in estate.

“Ci aspettiamo di firmare il trattato per la creazione di uno spazio commerciale comune in maggio e in luglio, se ci sarà il via libera della Corte costituzionale, saremo in grado di aderire al protocollo per la creazione dell’unione doganale”, aveva detto Muntiyan, per il quale il progetto con l’Unione Europea avrebbe effetti negativi sull’economia del Paese con una caduta del pil di 0,23 punti nel primo anno di adesione. Meglio stare alla larga, insomma, secondo la lobby filorussa che preme sulla Bankova.

Yanukovich ha detto invece che il Paese adotterà una “strategia aggiornata” nel suo approccio verso Bruxelles: “Le aree prioritarie nel campo dell’integrazione europea sono state definite nel 2010. Questo processo sta continuando e deve tradursi in una strategia aggiornata per l’integrazione dell’Ucraina in Europa”. Cosa vuol dire non é chiaro, ma si vedrà. Il presidente che è stato considerato un burattinaio del Cremlino sembra voler resistere.

L'idea del "3+1" non é dispiaciuta comunque all’opposizione, con il partito di Yulia Tymoshenko che non ha bocciato del tutto la proposta, chiedendo in ogni caso specificazioni e ribadendo che la via maestra è quella per Bruxelles. Ivan Kyrylenko ha detto che l’Ucraina non deve perdere la propria sovranità politica ed economica.

Kiev, tirata da una parte da Mosca, sta da mesi trattando anche con Bruxelles e solo un paio di giorni fa è stato il ministro degli Esteri Konstantin Grishchenko ad affermare che l’accordo sulla zona economica di libero scambio con l’Unione dovrebbe concludersi entro il 2011. Lo stesso aveva detto il vice primo ministro Andrei Kliuyev, secondo cui sia gli accordi sull’unione che la liberalizzazione dei visti potrebbe essere firmati anche molto prima della fine dell’anno. Presto arriva a Kiev Vladimir Putin a giocare le carte russe. L’unione doganale è cosmesi, il piatto forte è quello del gas.