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Storia di una crisi

Dal no di Yanukovich alle offerte economico-commerciali dell'Ue, il 21 novembre, alla carneficina di ieri a Kiev. Una lunga cronologia di questa lunga vicenda ucraina. 

(Scritto per Europa)

(Dall'account Facebook di Euromaidan)

Ieri ci sono stati più di venti morti a Kiev, in quella che è stata la più feroce giornata di scontri da quando è scoppiata, a novembre, la crisi politica più seria nella storia post-sovietica del paese. Come si è arrivati a tutto questo? Queste le tappe.

21 novembre Il presidente Viktor Yanukovich rifiuta gli Accordi di associazione e il Deep and Comprehensive Free Trade Agreement, due misure di incentivi economico-commerciali offerti dall’Ue nello schema della Eastern Partnership, iniziativa mirata a rafforzare la cooperazione con i paesi ex Urss e a contenere, implicitamente, l’influenza di Mosca.

L'economia ucraina (2014-2018)
L'economia ucraina (2014-2018)

Parallelamente la Rada, il parlamento di Kiev, respinge una serie di emendamenti sulla liberazione dell’ex primo ministro Yulia Tymoshenko, condizione che l’Ue vincolava alle intese. La Tymoshenko è stata condannata a sette anni di carcere nel 2011. Secondo l’accusa gli accordi sulle importazioni di gas da lei contratti con la Russia nel 2009 hanno causato un’emorragia finanziaria allo stato. Nella stessa giornata, piazza dell’Indipendenza, nel centro di Kiev, si riempie. Migliaia di persone prendono parte a una manifestazione contro le scelte di Yanukovich e a favore di una maggiore integrazione con l’Ue. Euromaidan (maidan significa piazza in lingua ucraina) diventa, da questo momento, il nome del movimento.

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