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La parte dell’Est

Nel secondo trimestre 2013 l'Eurozona è uscita dalla recessione, crescendo dello 0,3%. Come l'Ue nel suo complesso. Ma come si sono comportati i paesi dell'Est? Ottimo il risultato della Repubblica ceca. La Polonia mostra segnali di ripresa. Nostro grafico. 

Fonte: Commissione Ue Rielaborazione Rassegna Est
Fonte: Commissione Ue
Rielaborazione Rassegna Est

L'Eurozona, dopo diversi trimestri, esce dalla recessione. I dati comunicati dalla Commissione Ue indicano che, nel suo insieme, il blocco della moneta unica è cresciuto dello 0,3% nel secondo trimestre. La stessa cifra che registra l'Unione nel suo complesso. Anche questo dato è incoraggiante, malgrado insufficiente a rilanciare l'economia continentale, ancora prostrata dalla crisi. Sorprende la performance tedesca, migliore di quanto si potesse immaginare (0,7%).

Ma i paesi dell'Est che ruolo giocano? Il grafico illustra le variazioni di Pil riscontrate nella regione. In generale, si evidenzia qualche flessione. Tra chi cresce, invece, i valori non sono così notevoli. Molto significativo, eppure, è il risultato della Repubblica ceca, che esce da una lunga recessione e si attesta su una crescita dell'1.7%. Anche dalla Polonia, dopo una fase un po' stagnante, iniziano a vedersi segnali di una possibile ripresa.

Tra i baltici rallentano Lettonia e Lituania, mentre l'Estonia torna a crescere, seppure limitatamente. Frena anche l'Ungheria, che nel trimestre precedente aveva registrato un lieve scatto in avanti. Stabile il valore romeno, 0,3%. Lo stesso della Slovacchia, che incrementa di un punto decimale il proprio Pil. La Bulgaria, invece, alle prese con una crisi politica e sociale, scende sotto la soglia della crescita zero. Mancano, infine, i dati sloveno e croato, i cui secondi trimestri non risultano disponibili (nel primo la Croazia aveva fatto registrare crescita zero).

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