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Corruzione: l’Est migliora, l’Italia no

Europa centro-orientale più virtuosa di noi. Il Baltico come modello di trasparenza: la Scandinavia trascina Estonia e Polonia.

La piazza centrale di Tallin sotto la neve (Archivio Rassegna Est)
La piazza centrale di Tallin sotto la neve (Archivio Rassegna Est)

di Pierluigi Mennitti

Se per le aziende la corruzione è una tassa occulta da pagare al sistema (politico, economico, bancario) che pesa sui bilanci e assottiglia i profitti, allora investire nell'Europa centro-orientale comincia a diventare un'impresa conveniente anche sotto questo profilo. La crescente forza dei paesi fuoriusciti 25 anni fa dal frigorifero sovietico nell'attirare investimenti dall'estero poggia infatti sempre più sull'affermazione di un sano ambiente imprenditoriale. Non è solo questione di costi del lavoro, dunque.

L'ultima testimonianza è fornita dai risultati del Corruption Perceptions Index, l'annuale rapporto sulla corruzione elaborato da Trasparency International e reso noto il 3 dicembre (qui il link al dossier completo in inglese, scaricabile anche in formato pdf). I paesi dell'Europa centro-orientale confermano una lenta ma costante risalita verso le posizioni di testa, le più virtuose, saldamente mantenute dai paesi scandinavi e dalla Nuova Zelanda.

Il Baltico motore virtuoso

Il Baltico come una casa di vetro: Danimarca al primo posto, Finlandia al terzo, Svezia al quarto (la Norvegia, che sul Baltico non si affaccia, è comunque al quinto posto). Non è dunque un caso che, fatte salve le posizioni di due paesi di più consolidata tradizione democratica dell'Europa di mezzo come Germania (12°) e Austria (23°), il primo paese che si incontra fra quelli che hanno costituito il plotone dell'allargamento Ue nel 2004 sia l'Estonia. L'attrazione scandinava si misura evidentemente anche nello sforzo di rendere sempre più trasparenti e puliti i rapporti economici e burocratici. Estonia dunque, al 26° posto, con un punteggio che cresce in un anno di 1 punto, da 68 a 69.

 

Grafico Corruption Perceptions Index 2014
La graduatoria del Corruption Perceptions Index

 

Prendiamo subito le misure, per i confronti. La capolista Danimarca ha totalizzato 92 punti. L'Italia, altro metro di paragone per le esigenze delle imprese italiane, è sconsolatamente al 69° posto, con 43 punti, tendenza stagnante rispetto all'anno precedente. Si potrebbe dunque proseguire la classifica da sotto, giacché tutti gli Stati dell'allargamento del 2004 precedono il nostro paese. Lo appaiano soltanto Romania e Bulgaria, il cui ingresso nell'Ue data 2007, anche loro piazzate nella casella numero 69 con 43 punti. Ma Sofia può almeno vantare un miglioramento di 2 punti rispetto al 2013, mentre Bucarest risulta stazionaria come Roma.

Tutti i paesi dell'allargamento Ue 2004 meglio dell'Italia

Per gli altri paesi, si può riprendere il filo dall'alto. E al 35° posto si incontra un altro Stato le cui coste si affacciano sul Baltico: la Polonia. Le sue performance economiche degli ultimi anni hanno suscitato invidia e risentimenti in molti paesi dell'Europa occidentale, che si sono visti scippare investimenti e fabbriche. Ma il costo del lavoro più basso ha un peso sempre minore nelle scelte delle aziende internazionali e forse sarebbe venuto il momento di riconoscere che i polacchi sono riusciti a creare un clima più favorevole agli investimenti imprenditoriali: il tasso di corruzione è più basso del nostro ed è su questo versante che l'Italia dovrebbe recuperare il terreno perduto.

Il discorso si replica per tutti gli altri paesi che precedono il nostro nella classifica: Lituania e Slovenia (39°), Lettonia (43°), Ungheria (47°), Repubblica ceca (53°) e Slovacchia (54°). A parte l'Ungheria, dove il puntaggio di 54 replica quello del 2013, in tutti gli altri Stati la tendenza è al miglioramento, fino al picco di Praga e Bratislava che, in un anno, recuperano 3 punti. Anche due paesi balcanici ottengono risultati migliori dell'Italia: 61° posto per la Croazia e 64° per la Macedonia. Per il resto, l'area ex-jugoslava registra indici in discesa: Montenegro, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo.

Ucraina e Russia in fondo alla graduatoria

Fanalino di coda nell'area est-europea è l'Ucraina, piazzata al 142° posto con un punteggio di 26, uno in più dell'anno scorso, appena preceduta dalla Russia (136° e 27 punti, in discesa di 1). La Russia peraltro segue il destino di tutti i paesi Bric (Brasile e Cina in particolare) e della Turchia (al 64° posto ma in calo di 5 punti), nei quali la crescita economica si è accompagnata a un peggioramento dell'indice di corruzione.

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