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CORONAVIRUS, DIARIO TEDESCO 3

LUNEDÌ. Settimana numero tre, almeno dall’inizio del diario. Nuove regole da rispettare: il social distancing alla tedesca, o per meglio dire in NRW, visto che le regole variano da regione a regione, impone l’uscita di casa al massimo per due persone, con l’eccezione per i nuclei famigliari, per i quali non è imposto limite. Il mercato in centro è sempre aperto, così come i super e i negozi per i beni di prima necessità. I parrucchieri hanno chiuso, per me non certo un problema. Mia figlia è all’asilo, visto che i suoi genitori appartengono a una di quelle categorie considerate rilevanti per il sistema (giornalisti come cassiere, medici, poliziotti, caminionisti e via dicendo). È una buona cosa, pensando anche al fatto che il lockdown, seppur soft, durerà qualche settimana. Frau Merkel è in quarantena, preventiva, intanto il virus comincia a spargersi in tutta la Germania. Dopo gli epicentri ad Heinsberg (NRW) e Baviera, ora un po’ tutti i Länder sono contagiati. Quelli della ex DDR molto meno, il che fa sorgere le prime teorie del complotto.

MARTEDÌ

Come non detto. Leggo su un giornale austriaco che il l’ex leader della FPÖ Strache sostiene che la diffusione del cv in Italia sia dovuto all’immigrazione cinese. Pare che negli USA i suprematisti bianchi infettati vogliano inoltre diffondere il virus tra le forze dell’ordine e gli ebrei, mentre in Ucraina, come la Russia ancora ufficialmente risparmiata dalla pandemia, stanno arrivando i soccorsi dalla Cina. Anche in Germania, nel comune di Hainsberg, pare che un politico locale abbia scritto a Pechino per farsi mandare aiuti. Non si sa mai. Leggo anche che in Italia stanno succedend le stesse cose e Cina, Russia, Stati Uniti sono in prima fila per dare una mano al disgraziato paese. Bene, penso. Per ora a Bonn non c’è bisogno di nessuno, ma se fosse necessario qualche aiuto esterno, sarebbe ovviamente il benvenuto.

MERCOLEDÌ

Il governo tedesco approva un piano di aiuti da 750 miliardi di euro, per contrastare gli effetti del coronavirus. Deve esser chiaro che la Germania farà di tutto, ha affermato il ministro delle finanze Olaf Scholz, per aiutare le imprese e non far perdere posti di lavoro. Bene, direi. Sta ora a tutti cercare di non schiattare prima. Per i più restii che non hanno capito che bisogna stare il più possibile a case ed evitare festini nei parchi sono state predisposte anche delle multe, che per i recidivi arrivano sino a 25mila euro. In centro città circola poca gente, la polizia fa controllli, ma verso sera la passeggiata sul Reno si riempie di gente. A distanza di sicurezza. Quando mi metto a guardare i social, a parte la notizia del primo morto a Bonn, mi ritrovo nella polemica degli aiuti russi all’Italia che riassumo così: circola voce di un manipolo suicida di una sessantina di soldati russi inviato dal commander in chief vvp come testa di ponte in italia in vista di una imminente invasione comunista. a differenza del donbass ci sono nel belpaese una sessantina di basi usa e una decina di migliaia di soldati a stelle e strisce (vado a spanne) pronti a intervenire. possiamo stare quindi tranquilli. a lanciare l'allarme in italia e in tutti gli stati nato sono naturalmente gli organi predisposti alla contropropaganda occidentale che hanno ingaggiato il duello diretto con il Cremlino in questo nuovo episodio di guerra fredda reloaded. E buonanotte.

GIOVEDÌ

Per il ministro della salute Jens Spahn siamo alla vigilia della tempesta. Il bollettino del Robert Koch Institut è sempre più tragico, anche se non siamo a livello italiani e il numero dei morti rimane limitato. Proprio su questa faccenda si accapigliano sui media e sui social i soliti tuttologi convertiti alla virologia che pensano che i tedeschi nascondano le cifre vere, modifichino i numeri, contino alla cazzo e buttino i cadaveri nel Reno o nella Sprea. Basta dare un’occhiata al sito del RKI per capire come avviene il conteggio, cioè come in Italia, o altrove:(https://www.rki.de/SharedDocs/FAQ/NCOV2019/FAQ_Liste.html)

In den Meldedaten erfasst werden auch alle Todesfälle, die mit einer COVID-19-Erkrankung in Verbindung stehen: Sowohl Menschen, die direkt an der Erkrankung gestorben sind („gestorben an“), als auch Patienten mit Grundkrankheiten, die mit COVID-19 infiziert waren und bei denen sich nicht klar nachweisen lässt, was letzten Endes die Todesursache war („gestorben mit“). Verstorbene, die zu Lebzeiten nicht auf COVID-19 getestet worden waren, aber in Verdacht stehen, an COVID-19 gestorben zu sein, können post mortem auf das Virus untersucht werden.

Stand: 25.03.2020

Cioè: tutti i casi di morte diretta (morti "di" coronavirus) e indiretta (persone con malattie pregresse, morti "con" coronavirus).

VENERDÌ

La Germania ha deciso di fare la sua parte e se da un lato la cancelleria Merkel continua a opporsi ai Coronabond, dall’altra qualche decina di pazienti italiani viene distribuita in ospedali tedeschi, che in questo momento hanno ancora grandi capacità. È la risposta teutonica agli aiuti russi e cinesi direttamente in Italia. A Bonn sono in arrivo due anziane signore della provincia di Bergamo. Speriamo che se la cavino. La speranza la dà ai tedeschi, almeno quelli cattolici, pure Papa Bergoglio che in diretta televisiva anche qui ha dato la benedizione Urbi et Orbi. Premio assoluto per la comunicazione con immagini e fotografia da Oscar. Davanti a Vladimir Putin che un paio di giorni prima aveva fatto il giro del mondo con la tuta gialla in un ospedale di Mosca.