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LA CENTRALE UCRAINA E LE PATATE RADIOATTIVE

A 25 anni dall'incidente di Chernobyl Greenpeace avverte che una serie di prodotti alimentari come funghi, patate e barbabietole che arrivano dalle zone del nord dell'Ucraina, sarebbe ancora contaminata da radiazioni. Anche il latte non farebbe eccezione. In uno studio che sarà presentato in dettaglio alla prossima conferenza internazionale di Kiev il 19 aprile, l'organizzazione ecologista lancia l'allarme radiazioni dopo aver svolto controlli e rilevato che in diversi in alimenti vi sono tracce di cesio 137 oltre la norma.

Secondo Irina Labunskaya di Greenpeace non ci sarebbero immediati pericoli per la salute umana, ma qualche rischio sul lungo periodo soprattutto per le persone che consumano questi prodotti tutti i giorni non é da escludere. Nel rapporto gli ecologisti criticano anche il governo ucraino perché due anni fa (premier era Yulia Tymoshenko) si era rifiutato di continuare a monitorare i prodotti alimentari.

Greenpeace chiede inoltre ulteriori controlli e ispezioni nei terreni agricoli intorno alla zona di esclusione, quella che inizia a 30 km dalla centrale di Chernobyl. All'inizio di marzo  sul sito ecologista é apparso un reportage in cui si afferma che sono stati raccolti campioni con livelli di radioattività superiori da 5 a 16 volte ai limiti ucraini, 30 volte superiori rispetto ai campioni di latte presi a Kiev.

Secondo l'Iaea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) l'esplosione del reattore numero 4 portò la contaminazione più elevata nel raggio di 100 km dalla centrale, dove fu maggiore la concentrazione di isotopi di stronzio, cesio e plutonio. Se lo iodio radioattivo è decaduto in breve tempo, stronzio e cesio hanno una vita media di qualche decina d'anni, mentre il plutonio persisterà probabilmente per migliaia di anni. Il disastro di Chernobyl ha colpito l'Ucraina contaminando un'area di circa 50mila kmq, ma anche Russia (60mila kmq) e soprattutto Bielorussia, dove con circa 46mila kmq è stato contaminato il 23% dell'intero Paese.