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PETR HAJEK, COMPLOTTISMO ALLA CECA

Capitasse di incappare nel leader di una rete terroristica internazionale piombandogli in salotto dopo una ricerca durata anni, scattategli qualche foto o portatelo a Praga prima di farlo secco e gettarlo a mare: altrimenti il direttore del servizio-stampa dell'ufficio presidenziale ceco non ci crede e grida all'imbroglio.

Gabriele Merlini per East Side Report

 

Poiché Petr Hájek è tizio assai cauto su argomenti del genere e le proprie idee se le tiene strette. Non a caso le dichiarazioni di lunedì due maggio riportate dall’agenzia stampa České Noviny: «Bin Laden non sarebbe che un personaggio da fiction mediatica, scomparso nell'esatto modo attraverso il quale emerse. Ovvero dal niente.» In soldoni l'ennesima versione della contrapposizione bene-male o luce-ombra, non tanto distante da cliché biblici o la logica di Star Wars. Si chiama complottismo e ne è pieno il mondo.

Ascrivibili tuttavia a Hájek una ammirevole costanza, dedizione e applicazione, doti grazie alle quali c'è anche scappato nel duemilaotto un libretto dal titolo «Morte di Mercoledì» (in ceco: «Smrt ve středu») piuttosto esplicativo delle teorie di questo cinquantanovenne ex reporter e pubblicitario, da anni sodale del capo di stato ceco Václav Klaus. Pagine che non raccontano niente di particolarmente nuovo, escluso la scelta di mettere in copertina un pomodoro rosso su campo bianco il cui nesso con 9/11 può darsi sfugga.

Vale a dire Osama Bin Laden è stato un prodotto di fantasia ed i drammatici attentati a New York, Washington e Pennsylvania andrebbero ricondotti ai servizi segreti statunitensi, al solito bramosi di far saltare in aria le principali città cui vivono. Idee diffuse tra fenomeni dello stampo di Hájek ma che Hájek si premura di ingraziosire con ulteriori appendici per dimostrare quanto, se uno è analista come si deve, lo è in un numero esteso di settori: biologia («Nevím jak vy ale já z opice nepocházím» ebbe ad affermare, ossia «non so voi ma io non discendo dalla scimmia», assunto di base del precedente testo di Hájek e relativo convegno anti-darwinista), geopolitica («è o non è l'Unione Europea una continuazione della politica imperiale tedesca inquadrabile come preparativo al Quarto Reich?») o storia patria (l'ex presidente ceco Václav Havel, simbolo della battaglia anti-comunista, sarebbe naturalmente un radicale marxista e molti elementi stanno lì a provarlo, in primis il fatto che è ricco.)

Punti fermi conseguenti una vita dedicata ai media e alla informazione, avendo Hájek collaborato con un decoroso numero di riviste ed essendo stato fondatore del magazine Reflex, oltre al costante impegno come promotore della Občanská demokratická strana, il partito del quale Klaus è padre nobile e segmento principale dell'esecutivo di centro-destra in carica a Praga, assieme ai nuovi movimenti Věci veřejné e Top09.

Prese di posizione da segnalare quantomeno a dimostrazione di come il vecchio Ovest e il vecchio Est rispondano attivamente agli stimoli dei principali eventi di un mondo globale, nonché quanto un frutto non cada mai distante dall'albero che l'ha prodotto:infatti anche il Presidente della Repubblica Ceca Klaus è agile complottista autore di svariati libretti a tema, per quanto orientati principalmente sulla spinosa questione del riscaldamento globale che, al pari di Bin Laden, non sarebbe mai esistito. Praga, d'altronde, da sempre è città dell'immaginario e guai a tarparne gli slanci creativi.

P.S. Eppure, al netto dello stretto rapporto tra Klaus e Hájek, risalgono a ieri le dichiarazioni del capo dello stato ceco secondo il quale Osama bin Laden non sia stata una invenzione e la sua morte risulti essere un contributo tangibile ad un mondo più sicuro. Parole in linea con il pensiero del premier Petr Nečas, il ministro degli esteri Schwarzenberg e il ministro della difesa Alexandr Vondra, il quale ha aggiunto come l'operazione USA che ne ha comportato la fine debba anche essere monito per nuovi, possibili affiliati di Al Qaeda. Real-politik vs. real-complottismo, e non è situazione poi così rara.