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Il duello tra Russia e Occidente si gioca su più tavoli, che si spesso e volentieri sovrappongo. Così il dossier sull‘Ucraina si può spacchettare tra guerra nel Donbass, espansione a Est della Nato e puzzle del gas. A sua volta la questione energetica, di cui si parla solo in riferimento all’oro azzurro e al gasdotto Nord Stream 2, è in realtà molto più ampia e comprende anche il petrolio che la Russia esporta perfino negli Usa, e il nucleare che in Ucraina soddisfa oltre la metà del fabbisogno interno, grazie però solo alla collaborazione con Mosca che è il principale fornitore di uranio dell’ex repubblica sovietica. Continua su Tag43.it

L‘allargamento a Est della Nato negli ultimi 20 anni è stato sicuramente legittimo, ma è stato percepito in Russia come una minaccia alla propria sicurezza. Nel giro di pochi anni Paesi che prima della caduta del Muro di Berlino (1989) e della dissoluzione dell’Urss (1991) facevano parte dell’ex blocco sovietico sono passati dall’altra parte della barricata. Tra questi la Polonia nel 1999 e le tre repubbliche baltiche nel 2004, quelli che spingono con forza da tempo per l’entrata nell’Alleanza Atlantica anche dell’Ucraina. Continua su Tag43.it

“Svenduti”. È il sentimento che aleggia nelle capitali dell’Europa centro-orientale nei confronti di Joe Biden sul tema del nord stream 2. Perché a seconda che la questione si guardi dall’osservatorio di Berlino, Mosca o Varsavia-Tallin-Praga, la prospettiva cambia. L’apparente disponibilità della nuova amministrazione americana a ricercare una qualche forma di accordo con la Germania sul raddoppio del gasdotto russo-tedesco sotto il Baltico ha scombussolato le carte al di là dell’Oder-Neisse. E poco conta che nel cambio di rotta di Washington, qualora dovesse essere confermato dai futuri incontri al vertice tra cui spicca quello tra Biden e Merkel fissato per luglio, pesi una robusta dose di realismo. Gli europei centro-orientali, freschi di ritorno in Europa e (ingenuamente?) adoranti della bandiera a stelle e strisce, si sentono adesso “svenduti” [... continua su Startmag.it]

Si annuncia un mese di giugno intenso per le questioni strategiche che corrono lungo l’asse centro-orientale europeo. Attorno al vertice Biden-Putin confermato per il 16 a Ginevra ruoterà anche l’incontro tra il presidente americano e Angela Merkel, che vedrà al centro dei colloqui la questione di Nord Stream 2. Non un vertice vero e proprio, ma un faccia a faccia a margine di due appuntamenti cui i due leader parteciperanno: il vertice del G7 a Londra o quello della Nato a Bruxelles. Continua su Startmag.it

Qualcosa si muove nella partita a scacchi tra Stati Uniti, Germania e Russia sul Nord Stream 2, anche se le mosse non sembrano sbloccare definitivamente la partita. Secondo quanto riportato dal sito online americano Axios, il presidente Joe Biden avrebbe deciso di risparmiare dalle sanzioni previste il principale attore del progetto di raddoppio del gasdotto sotto il Baltico, la Nord Stream AG, la controllata al 100% di Gazprom che ha sede in Svizzera, e il suo amministratore delegato, il tedesco Matthias Warnig. L’indiscrezione è stata poi ripresa anche dalla Cnn. Continua su Startmag.it