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L’Ucraina è un paese spaccato. Sia perché la Crimea non c’è più e il Donbass è diventato un protettorato filorusso, sia perché, come hanno dimostrato per l’ennesima volta le elezioni (in questo caso presidenziali, ma per parlamentari e amministrative è la stessa cosa), la distribuzione del voto indica che all’est e al sud si vota in una determinata maniera, al centro e all’ovest in un'altra. ...continua a leggere "ZELENSKY E GLI OLIGARCHI"

Di seguito, dopo  la pubblicazione del rapporto del procuratore speciale Mueller che decreta come il presidente americano non abbia cospirato con la Russia, uno stralcio tratto dal libro "Putin 4.0", pubblicato nel marzo del 2018, in pieno Russiagate. Il capitolo in questione si intitola "Tanto rumore per nulla?"

L'ultimo capitolo in ordine temporale di russofobia o putinofobia che dir si voglia è tutto americano ed è legato all'arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump, giunto dov'è proprio grazie all'appoggio diretto e personale di Putin, che si aspettava evidentemente grandi vantaggi.  Se fosse così bisognerebbe dedurre che Vladimir Vladimorovich si è sbagliato di grosso e a parte il fatto di aver creato un bel putiferio in casa americana, obbiettivo che comunque gli farebbe piacere, ha messo in pericolo la sicurezza non di mezzo mondo, ma di quello intero, Russia compresa. I dossier su Iran e Corea del Nord sono gli esempi più chiari di come una condotta poco accorta di Trump, accompagnata dai falchi a Washington a cui piace gettare benzina sul fuoco, potrebbe condurre a disastri imprevedibili. ...continua a leggere "MUELLER, TRUMP E PUTIN"

Non è nazionalista al punto giusto e ha in programma una serie di concerti in Russia. Colpe gravi per la cantante Maruv, che aveva stracciato tutti i concorrenti nella selezione per rappresentare l'Ucraina all'Eurovision Song Contest che si svolgerà a Tel Aviv ma che ora ha rinunciato dopo le critiche che le sono piovute addosso. La sua canzone, Siren Song (Bang!) in inglese e tedesco, aveva già acceso le speranze di una vittoria ucraina all'edizione israeliana, ma ora Kiev dovrà cercarsi un altro rappresentante. ...continua a leggere "AUTOGOL UCRAINO ALL’EUROVISION"

Vediamo di fare un po’ di chiarezza sulla questione Nord Stream, che ha diviso in Europa, ha allargato il fossato tra Russia e Stati Uniti e causato screzi nei rapporti transatlantici, soprattutto tra Germania e Usa. Come già illustrato altrove, in questo caso la posizione di Berlino è chiara e viene ribadita ogni volta che da Washington e anche da Bruxelles, dove la lobby anti-Nord Stream raccoglie adepti soprattutto tra Polonia e Paesi baltici, arrivano consigli più o meno velati ad abbandonare l'idea. ...continua a leggere "NORD STREAM FOR DUMMIES"

Richard Grenell è da quasi un anno l'ambasciatore degli Stati Uniti a Berlino. È una specie di controfigura di Donald Trump, trapiantata nella più importante capitale europea. Ex commentatore per Fox News e Breitbart, al servizio di Steve Bannon, è stato per qualche anno sotto George Bush anche il portavoce dell'ambasciatore a stelle e strisce alle Nazioni Unite. Nel 2018 il grande salto e il nuovo ruolo nella capitale tedesca... Continua su Lettera 43