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È curioso che, in Germania, il primo presidente di regione a voler farla finita con qualsiasi regola restrittiva per il coronavirus non sia un turbo-liberista ansioso di rimettere in marcia economia e affari, ma l’unico Ministerpräsident della Linke, il partito erede della vecchia tradizione comunista. Bodo Ramelow vuole che la sua Turingia si metta alle spalle gran parte delle costrizioni fin qui adottate per contenere i contagi, a partire dal distanziamento sociale per finire all’obbligo di indossare mascherine, a partire dal 6 giugno. Si deve passare dalle prescrizioni alla responsabilizzazione dei cittadini, ha detto Ramelow, che in settimana affiderà al parlamento regionale un piano che prevede in cambio dell’abolizione delle regole restrittive per l’intera regione l’adozione di un pacchetto di misure che preveda interventi locali in caso di nuovi focolai. Continua su Startmag

In una celebre copertina di appena due anni fa lo Spiegel aveva decretato l’inizio della fine dell’era politica di Angela Merkel. La cancelliera formava con il classico gesto delle sue mani intrecciate la parte superiore di una clessidra, e i granelli di sabbia che le erano rimasti non erano più molti. “Endzeit”, era il titolo, finale di tempo. Un’immagine mesta per un’icona politica ritenuta ormai a fine corsa, indebolita dalle critiche alla gestione della crisi migratoria nella precedente legislatura e ingolfata in un governo, l’ennesimo di Grosse Koalition, incerto e poco efficace. Continua su Startmag

Questa volta sono i Länder a dettare le tappe delle riaperture, il sempre più veloce passaggio dal lockdown soft alla vita in convivenza con il coronavirus, mentre la cancelliera è riuscita a far passare l’introduzione di un cosiddetto “tetto di contagi”, un limite oltre il quale le regioni stesse dovranno reintrodurre misure restrittive, ma sempre a livello locale. Questo avverrà nei luoghi ove dovessero registrarsi più di 50 nuovi contagi per 100.000 abitanti nell’arco di una settimana. I Länder dovranno introdurre conseguenti lockdown in caso di focolai distribuiti regionalmente e quando non sia più possibile ricostruire la catena delle infezioni. Il “tetto” rispecchia la capacità di tenuta delle strutture ospedaliere. Il timore di una seconda ondata di contagi è alto. Il direttore dell’istituto Koch lo ha ribadito in maniera esplicita ieri, tra un dato positivo e l’altro sull’andamento delle infezioni in Germania, in particolare dopo le prime aperture delle settimane scorse. Continua su Startmag

Lunedì. La settimana si apre all'insegna delle novità e delle nuove misure di allentamento del lockdown, casualmente in contemporanea con l'inizio della fase 2 in Italia. Subito nota a margine: in Germania nessuno parla di fase 1,2,3 e via dicendo. Non so se è una strategia precisa, ma è un fatto che la numerazione crea ansia e aspettative. Annunciando semplicemente un ammorbidimento graduale (per forza di cose nello stato federale tedesco non omogeneo in tutte le regioni) la gente qui mi pare che sia meno stressata. In ogni caso: dopo la caduta delle prime misure restrittive la scorsa settimana da oggi riaprono i parrucchieri e le chiese (cioè si dice messa con pubblico); entrambe le cose non mi toccano, ma è dovere di cronaca. Già più interessante dal punto di vista personale la riapertura dei musei e degli zoo, se si ha ovviamente prole che aspetta solo di vedere i nuovi cuccioli nati, è il caso di scriverlo, in quarantena. Ma anche per questo mia figlia dovrà aspettare. Per ora seguiamo in famiglia la linea della prudenza ed cerchiamo di evitare tutto quello che non è strettamente necessario.

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Dopo giorni di contatti più o meno riservati con il governo, gli industriali alzano la voce chiedendo una strategia rapida e chiara per la riapertura delle attività economiche. Chi credesse che il malcontento del mondo imprenditoriale sia un’esclusiva italiana avrà da ricredersi leggendo le frasi con cui il presidente del potente BDI (Bundesverband der deutschen Industrie), la Confindustria tedesca, ha reagito al prudente piano di allentamento delle misure restrittive annunciato due giorni fa da Angela Merkel. Continua su Startmag