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Giovedì scorso Angela Merkel è andata a Kiev e si è incontrata con il presidente Petro Poroshenko. Un piccolo spot elettorale per l'oligarca dai rating bassi in vista delle presidenziali del prossimo marzo. La stessa cancelliera ha ammesso che pur non volendosi immischiare nelle questioni ucraine spera che l'attuale collaborazione prosegua allo stesso modo. Ad accoglierla all'aeroporto pure c'era Vitaly Klitschko, sindaco della capitale e da anni il prediletto della Cdu tedesca che attraverso la Konrad Adenauer Stiftung ha allenato i nuovi quadri europeisti. ...continua a leggere "MERKEL, PUTIN E LA CRIMEA"

La candidatura del vecchio arci-rivale di Angela Merkel, Friedrich Merz, ha sbaragliato le carte della corsa alla successione. Un uomo a cavallo fra politica e lobbing, gli inizi del Duemila considerato il vero erede di Helmut Kohl, poi sconfitto e umiliato dalla Merkel. Oggi sogna la rivincita, elettrizzando media e mondo economico. Ma ha sulle spalle una zavorra di relazioni, conflitti di interessi, commistioni con ambienti finanziari che possono scalfire la sua immagine di vecchio-nuovo outsider. Il ritratto su Start Magazine.

Il dopo Merkel si è ufficialmente aperto e il mondo economico tedesco prova a prendere le misure. Nel giorno dell'annuncio il Dax vola, le speranze di un nuovo impulso nella Bundesrepublik si affiancano ai timori per l'instabilità politica. E tra i competitori alla successione spunta un vecchio amore degli imprenditori, Friedrich Merz. Una panoramica via Start Magazine.

Oltre dieci punti in meno a testa per i partiti della Grosse Koalition nelle elezioni regionali dell’Assia, Cdu e Spd. Venti punti in due, lasciati sul terreno di uno dei Land meglio governati del Paese, con l’economia che vola e la disoccupazione ferma al di sotto della già invidiabile media nazionale. Eppure il vento velenoso di Berlino ha soffiato fin nel cuore dell’Assia. Analisi e flussi elettorali nell'approfondimento su Start Magazine.

Per il mondo economico e finanziario tedesco il voto bavarese offre solo conferme: la cornice politica entro la quale gli operatori devono muoversi non è più stabile come un tempo ed è probabile che la minore coesione del governo rallenti o stemperi investimenti e riforme ritenute necessarie. Analisi completa su Start Magazine.