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La ripresa dopo il primo lockdown è stata in Germania più robusta del previsto e il semi lockdown autunnale sembra incidere in maniera contenuta sul Pil nazionale. Per questo i numeri presentati oggi dai cosiddetti saggi, gli economisti dei principali istituti di ricerca del paese che consigliano governo e Bundestag sui temi di politica economica, inducono all’ottimismo e indicano un rallentamento più contenuto del motore tedesco. Le tradizionali previsioni autunnali stimano la caduta del Pil tedesco nell’anno della pandemia al -5,1%, quasi un punto e mezzo di recupero rispetto al più cupo -6,5 previsto in primavera. Si tratta di un lieve miglioramento anche rispetto alle più recenti stime del governo, rimaste ancora ferme a un -5,5%. Continua su Startmag

In Germania una coalizione nero-verde ancora non c’è, ma gli ecologisti sembrano aver già interiorizzato uno dei principi del merkelismo. Alla ricerca della rotta giusta per incrociare tra poco meno di un anno il vascello della Cdu orfano della cancelliera, i Grünen hanno elaborato nel congresso virtuale dello scorso fine settimana il programma che li porterà alle elezioni del 26 settembre 2021, e forse al governo con i conservatori. Un programma in puro stile merkeliano, come ha osservato lo Spiegel: “Non legarsi a nulla, mantenere ogni opzione aperta”. Dietro la cortina di piacevoli formule, ha osservato il settimanale, si nasconde un grande nulla, che ognuno può riempire come vuole. Continua su Startmag

Con l’arrivo sul filo del traguardo di più vaccini contro il coronavirus, l’attenzione si sposta sulla macchina logistica che i vari Stati nazionali sono chiamati ad organizzare per sostenere la vaccinazione (si spera) di massa. E particolare interesse sta suscitando, almeno in Italia, il lavoro di preparazione in Germania, paese ritenuto particolarmente efficiente nell’affrontare emergenze organizzative. E se nel corso della prima ondata pandemica l’efficienza del sistema sanitario tedesco era stato osservato con un certo sospetto (si ricorderanno le interminabili discussioni sui numeri relativamente bassi di contagi e decessi in Germania, sui metodi di contabilità, sulla quantità di tamponi effettuati, fino alle fake news sui tedeschi che si nascondevano i morti), in questa seconda ondata i giudizi si accompagnano alle iperboli più ricercate. La macchina organizzativa tedesca è “poderosa” e le task force dei Länder, spronate dal ministro federale della Sanità Jens Spahn, si attrezzano per “la più grande opera di vaccinazione mai fatta”. Continua su Startmag

Prima il ministro degli Esteri socialdemocratico, cioè il partito più sensibile ai buoni rapporti con Mosca, poi la ministra della Difesa, che fino al prossimo congresso resta pur sempre la leader della Cdu: domenica Heiko Maas e Annegret Kramp-Karrenbauer hanno alzato l’asticella delle pressioni su Putin, minacciando di rimettere in discussione l’accordo sul gasdotto Nord Stream 2 se dalla Russia non arriveranno nei prossimi giorni chiari segnali di collaborazione sull’avvelenamento dell’esponente dell’opposizione Alexej Navalny, ricoverato in coma alla Charité di Berlino. Continua su Startmag

Con la forte reazione di Angela Merkel all’avvelenamento dell’oppositore russo Aleksej Navalny, ora certificato dai medici della Charité di Berlino che cercano di strapparlo alla morte, la Germania ha risvegliato grandi attese: se le parole indirizzate a Vladimir Putin non vogliono restare un mero esercizio di politica simbolica, la cancelliera deve rinunciare al progetto di Nord Stream 2, il contestato (all’estero) raddoppio del gasdotto sotto il Mar Baltico. Continua su Startmag