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Il duello tra Russia e Occidente si gioca su più tavoli, che si spesso e volentieri sovrappongo. Così il dossier sull‘Ucraina si può spacchettare tra guerra nel Donbass, espansione a Est della Nato e puzzle del gas. A sua volta la questione energetica, di cui si parla solo in riferimento all’oro azzurro e al gasdotto Nord Stream 2, è in realtà molto più ampia e comprende anche il petrolio che la Russia esporta perfino negli Usa, e il nucleare che in Ucraina soddisfa oltre la metà del fabbisogno interno, grazie però solo alla collaborazione con Mosca che è il principale fornitore di uranio dell’ex repubblica sovietica. Continua su Tag43.it

È la guerra delle televisioni, mentre quella vera ancora ribolle al confine fra Russia e Ucraina. Mentre la seconda non si sa se mai inizierà, la prima è già partita e vede di fronte due paesi finora ritenuti, se non alleati, almeno amici: Russia e Germania. Tutto è accaduto nell’arco di 24 ore. Mercoledì i tedeschi hanno bloccato la tv russa Rt (ex Russia Today), giovedì è arrivata la risposta dei russi, che hanno messo i sigilli alla redazione russa di Deutsche Welle (la Cnn tedesca, se il paragone non risulta eccessivo), vietandone le trasmissioni. Continua su Startmag.it

Continua il lavoro della diplomazia per evitare l‘escalation in Ucraina e dopo l‘incontro martedì a Berlino tra il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron, a Parigi mercoledì sono ricominciate le trattative nel cosiddetto formato normanno, cioè con la presenza, oltre a Francia e Germania, anche di Russia e Ucraina. L’ultima volta, proprio a Parigi nel dicembre del 2019, si erano incontrati Macron, Angela Merkel, Vladimir Putin e il neo eletto presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il rilancio del processo di pace era però finito nel vuoto e nell’ultimo anno con la maggiore pressione militare russa ai confini ucraini lo stallo era continuato. Continua su Tag43.it

Un primo pacchetto di misure entro fine aprile e un secondo entro l’estate per accelerare lo sviluppo degli impianti per le energie rinnovabili. È il piano straordinario annunciato dal ministro tedesco dell’Economia e del Clima Robert Habeck per mettere nel mirino un doppio obiettivo: raggiungere entro il 2030 la quota dell’80% di energia prodotta da fonti rinnovabili e fare della Germania un paese a neutralità climatica entro il 2045. Continua su Startmag.it

La Germania di Olaf Scholz ha lo stesso problema di quella di Angela Merkel: la Russia di Vladimir Putin. E un nodo da sciogliere, quello di Nord Stream 2, il secondo braccio del gasdotto sotto il Baltico che unisce direttamente i due Paesi bypassando la Mitteleuropa. Al momento è pronto al funzionamento, bloccato ufficialmente da cavilli legali, in realtà sospeso a causa della crisi ucraina tra Russia e Occidente. A ciò si aggiunge che all’interno del governo tedesco, nella nuova Ampelkoalition, la coalizione semaforo che comprende socialdemocratici, verdi e liberali, le posizioni sono diversificate. Continua su Tag43.it