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Fu Gerhard Schröder a vivere da cancelliere l’ultima crisi economica tedesca. Correvano i primi anni Duemila e, con i disoccupati sulla soglia dei 5 milioni, la Germania era considerata il malato d’Europa, condannato a un declino inevitabile. Poi arrivarono le riforme del mercato del lavoro e dell’assistenza pubblica, che diedero alle imprese il segnale della riscossa. Schröder ne fu l’artefice ma a riscuoterne l’incasso politico fu Angela Merkel, beneficiaria di un decennio d’oro di crescita e supremazia sui mercati globali. Oggi, dopo i primi segnali di raffreddamento dell’economia, la Germania si riscopre spaventata e intimorita dalla prospettiva che si avverino le preveggenze delle inascoltate Cassandre che, ancora in tempi di vacche grasse, invitavano governi e imprese a evitare eccessivi trionfalismi e ad attrezzarsi per non perdere il treno dell’innovazione. Continua a leggere su Startmag

A sentire Martin Schulz, è stato scelto “il ministro più debole del governo tedesco” ed è uno scandalo che “una tale performance sia evidentemente sufficiente per diventare presidente della Commissione europea”. Risentimenti personali a parte (e Schulz, da quando ha bruciato il suo potenziale politico, ne è un portatore sano) le più forti delusioni per la scelta di Ursula von der Leyen alla maggiore carica dell’Unione Europea arrivano proprio dalla Germania. Talvolta la politica è bizzarra: proprio quando tutto sembrava indicare all’ambiziosa nobile tedesca una neppure troppo onorevole via del tramonto, ecco che dal cilindro delle indecisioni europee è uscito il coniglio della rinascita, l’inatteso balzo verso un eccitante proscenio europeo.  Continua a leggere su Startmag

Tutto nasce per una scultura regalata dallo Stato francese alla città di Berlino Ovest nel 1987, che simboleggia gli stretti legami storici fra le due realtà. Più di quarant'anni dopo, artista e ambasciata di Francia hanno chiesto che otto platani, che in estate ostacolano la vista della scultura, vengano abbattuti. E le autorità politiche di Berlino asseconderanno il desiderio, abbattendo gli alberi e facendo arrabbiare i suoi abitanti. I dettagli nel post di Alexanderplatz su Lettera 43.

Vediamo di fare un po’ di chiarezza sulla questione Nord Stream, che ha diviso in Europa, ha allargato il fossato tra Russia e Stati Uniti e causato screzi nei rapporti transatlantici, soprattutto tra Germania e Usa. Come già illustrato altrove, in questo caso la posizione di Berlino è chiara e viene ribadita ogni volta che da Washington e anche da Bruxelles, dove la lobby anti-Nord Stream raccoglie adepti soprattutto tra Polonia e Paesi baltici, arrivano consigli più o meno velati ad abbandonare l'idea. ...continua a leggere "NORD STREAM FOR DUMMIES"