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Alla fine è successo, senza che neppure ci fosse la grave crisi economica che ogni tanto qualche esperto paventava. I bielorussi si sono stufati di Aleksander Lukashenko, il padre padrone al potere da 26 anni, dal lontano 1994, un tempo infinito anche per l’immobile Bielorussia. È accaduto all’improvviso, sebbene i sintomi della stanchezza fossero presenti ormai da tempo nella società. Un crollo di popolarità forse anche accelerato dalla pessima gestione dell’emergenza covid, che Lukashenko ha fronteggiato con sfrontatezza, seminando incertezza e spavento. E questa volta non ci sono le milizie che tengano, la disaffezione si è estesa dai piccoli ceti intellettuali e artistici ad ampie fasce della popolazione, e dalla capitale alla provincia, dalle università ai kombinat industriali e agricoli, agli uffici dell’amministrazione pubblica. L’unica incognita è ora legata alle mosse di Putin, che ha promesso aiuti, naturalmente senza lasciar intendere di che tipo saranno. La Russia non può fare a meno della Bielorussia, ma non è detto che Putin non possa fare a meno di Lukashenko. Continua su Startmag

Alexander Gregorevich Lukashenko, 64 anni, noto come l’ultimo dittatore d’Europa. Il 20 luglio ricorre il 25esimo anniversario dell’inaugurazione della sua prima presidenza. Altre quattro ne sarebbero seguite e il ciclo non sembra ancora finito. Nelle prime elezioni libere in Bielorussia dopo il crollo dell’Urss e l’indipendenza da Mosca, nell’estate del 1994, il 10 luglio, sconfisse tra gli altri Stanislav Shushkevich e Viacheslav Kebich, rispettivamente capo di Stato e primo ministro del vecchio Stato che aveva ereditato le strutture sovietiche. Dieci giorni dopo divenne l’inquilino ufficiale del Palazzo dell’Indipendenza sulla Via della Vittoria della capitale Minsk. ...continua a leggere "L’ULTIMO DITTATORE D’EUROPA"

Mentre la Germania prosegue a fatica lungo la strada della svolta energetica - l'abbandono dell'atomo e lo sviluppo delle fonti rinnovabili - i paesi dell'Europa centrale e orientale restano fedeli al nucleare. Dalla Russia alla Polonia, dai Paesi Baltici alla Repubblica ceca, dalla Bulgaria alla Bielorussia e all'Ucraina di Cernobyl, la mappa dei futuri impianti e del risanamento di quelli vecchi. Su Start Magazine.