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Tony d’Albania

Pubblicato da Europa / Blair ingaggiato dal Partito socialista albanese. L'ex premier britannico non è il solo big occidentale a suggerire spin a Est.

(Scritto per Europa)

Tirana, Skanderbeg (Archivio Rassegna Est)
Tirana, Skanderbeg (Archivio Rassegna Est)

di Matteo Tacconi

Tony Blair sarà a libro paga del governo albanese, se il Partito socialista vincerà le elezioni di giugno. L’ipotesi non è così remota. I socialisti, dopo due legislature passate all’opposizione, sono in testa nei sondaggi. L’accordo con l’ex premier britannico è stato siglato qualche giorno fa a Londra, dove Edi Rama, numero uno dei socialisti albanesi, s’è appositamente recato per blindare la preziosa consulenza. Blair dispenserà dritte su come attrarre investimenti dall’estero, potenziale il turismo e dare impulso al processo di integrazione europeo, riporta il sito Balkan Insight.

Nulla è trapelato sull’ammontare dei compensi. «Ma non graveranno troppo sui contribuenti», ha fatto sapere Rama, ex sindaco di Tirana noto per la rivoluzione cromatica – le facciate dei vecchi palazzoni grigi comunisti sono oggi coloratissime – lanciata durante la sua esperienza da primo cittadino (2000-2011) della capitale. Tuttavia Il Sunday Telegraph dubita che le cifre pattuite siano modeste, sottolineando che la Government Advisory Practice (Gap), l’agenzia di consulenza messa su da Blair dopo l’addio alla premiership, nel 2007, non è abituata alle noccioline.

Tra i soci della Gap c’è anche Alastair Campbell, l’ex capo della comunicazione di Blair. Sarebbe stato proprio lui, sempre secondo il Sunday Telegraph, a intavolare la trattativa con Edi Rama, quando a febbraio s’è recato a Tirana per negoziare la traduzione albanese delle sue memorie sui tempi di Downing Street, alle dipendenze di Tony. L’ex premier britannico è molto popolare in Albania. La fama è in buona parte dovuta alla campagna Nato contro la Serbia, che risolse il conflitto nel vicino Kosovo, questione molto sentita a Tirana, complici i legami storici, etnici e culturali tra le due piccole patrie albanesi dei Balcani.

E proprio in Kosovo, a proposito di consulenze, Campbell ha avuto un incarico nel 2011. L’ex spin doctor di Tonibler – alcuni giovani albanesi del Kosovo sono stati chiamati così in onore del fondatore del New Labour – è stato a capo di un progetto, finanziato dal ministero degli esteri di Pristina e dall’ambasciata britannica, volto a migliorare l’immagine, non proprio candida, del paese balcanico.

In ogni caso, Blair e Campbell sono in buona compagnia, da quelle parti e in generale in tutto l’arco post-comunista, dove politici, ex politici e comunicatori d’oltre Manica o d’oltre Oceano hanno offerto i loro servigi nel corso degli ultimi tempi. L’Est è diventato una sorta di grande laboratorio dello spin anglo-americano.

Blair e Campbell sono in buona compagnia. Altri politici o spin doctor britannici o americani hanno prestato servizio a Est. Rudy Giuliani ha aiutato l'attuale vice premier serbo Alexander Vucic nella corsa a sindaco di Belgrado e il pugile ucraino Vitaly Klitschko, alle municipali di Kiev. Entrambi però persero.

Prendi Rudy Giuliani, l’ex sindaco di New York. Nel 2012 s’è recato a Belgrado, dove è stato l’ospite d’onore del comizio di fine campagna di Alexandar Vucic, candidato sindaco del Partito progressista, la principale forza conservatrice serba, svincolatasi dalla vecchia piattaforma dell’ultranazionalismo e approdata all’europeismo. Vucic chiamò Giuliani per due ragioni. Da una parte volle consigli su come rivitalizzare Belgrado. Dall’altra cercò un endorsement di spessore, che legittimasse il cambio di passo ideologico del suo partito. Per la cronaca, Vucic perse le elezioni. In compenso si ritrova oggi vicepremier e la sua influenza crescente ne fa l’uomo nuovo della destra serba.

Sempre Giuliani, quattro anni prima, stipulò un contratto con Vitaly Klitschko, il grande pugile ucraino, impegnato anche in politica. Oggi è in parlamento, allora voleva la poltrona di sindaco di Kiev. Non ce la fece.

L’Ucraina, tra tutti i paesi dell’Est, è senza dubbio quello in cui si sono più sbizzarriti i consulenti americani. La campagna per le presidenziali del 2010 fu incredibile, da questo punto di vista. Akpd, l’agenzia di David Axelrod, uno dei protagonisti della vittoria di Obama nel 2008, lavorò per Yulia Tymoshenko. Il filorusso Viktor Yanukovich, poi premiato dalle urne, ingaggiò Tad Devine e Paul Manafort: il primo ha lavorato con Al Gore e John Kerry, il secondo con John McCain. La partecipazione di Manafort lo mise in forte imbarazzo, data l’allergia del senatore dell’Arizona a Putin e ai suoi alleati.

In quella campagna prese parte anche l’ex sondaggista di Bill Clinton, Stan Greenberg. Lavorò per Viktor Yushchenko, il cui tentativo di riconfermarsi a capo dello stato fallì rovinosamente. Greenberg, a Est, vanta anche un’altra collaborazione: quella con il presidente georgiano Mikhail Saakashvili, per il quale ha curato un sondaggio nel 2010.

La carrellata potrebbe continuare a lungo, fin troppo a lungo. Chiudiamola, dunque. Non senza tornare un attimo, però, al protagonista iniziale di questa storia: Tony Blair. La sua società lavora anche con il presidente kazako Nursultan Nazarbayev, al potere dal 1991. La consegna è migliorare l’immagine internazionale del paese, ricco di petrolio ma povero di democrazia. La fattura staccata: 16 milioni di sterline.

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