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BERLINO, QUALE GOVERNO PER WOWEREIT ?

Berlino si avvia ad avere un governo rosso-verde. Come era facile prevedere, il sindaco confermato Klaus Wowereit ha scelto i Grünen come alleati per la prossima legislatura, nonostante la maggioranza che si andrà a formare potrà contare su un solo seggio di vantaggio rispetto alle opposizioni. Governo sottile, dunque, anche se una certa tradizione di lealtà fra i partiti tedeschi lascia tranquillo il borgomastro. Si completa così, con l’ultimo governo regionale della tornata elettorale del 2011, anche il nuovo quadro del Bundesrat, la camera federale tedesca, nella quale si mantiene la prevalenza dei partiti che sono all’opposizione del governo nazionale. Una coabitazione non nuova nella politica tedesca, ma che nell’ultimo decennio ha creato più di qualche problema all’azione dei governi, essendo venuto meno il terreno di compromesso fra le parti che aveva caratterizzato la vita dei primi 50 anni della Bundesrepublik.

Dopo due riunioni esplorative con i Verdi e una con la Cdu, i socialdemocratici hanno dunque deciso che un governo rosso-verde ha più possibilità di gestire i problemi della capitale rispetto a una Große Koalition con i conservatori. L’accordo è stato raggiunto e nei prossimi giorni i delegati delle due fazioni approfondiranno i termini del contratto di governo e sceglieranno gli uomini che dovranno interpretarlo.

Se tutto filerà liscio ci vorrà ancora poco più di un mese perché gli uomini del terzo esecutivo di Klaus Wowereit possano mettersi al lavoro. La politica ha le sue regole e la definizione del programma deve sottostare ad alcuni passaggi: dopo il sì dei partiti (i Verdi hanno ancora l’assemblea dei delegati regionali, prevista per il fine settimana), i mediatori potranno riprendere i colloqui per dare corpo al futuro esecutivo. Le trattative riprenderanno dopo il 3 ottobre, giorno della festa nazionale della riunificazione. E se tutto andrà per il verso giusto, è ipotizzabile che Berlino avrà il suo nuovo governo all’inizio di novembre».

Per la capitale si tratterebbe del terzo esecutivo rosso-verde della sua storia. Esistono infatti altri due precedenti, in verità non molto incoraggianti. Il primo risale ancora ai tempi del muro. Era il gennaio 1989 e i berlinesi dell’ovest fecero fuori l’allora sindaco della Cdu Eberard Diepgen, una delle figure più controverse della storia politica di Berlino (sarà successivamente ancora borgomastro nella capitale riunificata e finirà la sua carriera sepolto dallo scandalo delle società bancarie e dei finanziamenti illegali della Cdu). Pur essendosi combattuti fino all’ultimo voto, socialdemocratici e verdi (allora a Berlino sotto la sigla Alternative Liste) si accordarono per governare assieme. Durò poco meno di due anni e alla fine del 1990, mentre sopra la Porta di Brandeburgo scoppiavano i fuochi di artificio della riunificazione, la coalizione saltò.

Dopo dieci anni di Große Koalition di nuovo con Diepgen alla guida, a seguito degli scandali citati, la maggioranza rosso-nera venne ribaltata da un nuovo esecutivo di minoranza rosso-verde, sostenuto dall’appoggio esterno della Pds, il partito post-comunista erede della Ddr che anni dopo avrebbe dato vita assieme ai fuoriusciti dell’Spd alla Linke. Era il 2001 e si apriva la stagione di Klaus Wowereit. Tempo di arrivare alle nuove elezioni l’anno dopo e Wowereit fu costretto ad allearsi solo con gli ex comunisti, perché solo con i Verdi non era possibile raggiungere la maggioranza.

Ora ci si prova per la terza volta. Le premesse sono in qualche modo le stesse. I due partiti vengono da un confronto elettorale che li ha visti per molti mesi avversari diretti, almeno fino a quando, nelle ultime due settimane, non è apparso chiaro che la candidatura verde di Renate Künast aveva perso fascino e appeal. I due candidati hanno furiosamente litigato su un tema locale molto sentito: il prolungamento di un’autostrada cittadina. Un punto irrinunciabile della strategia di sviluppo della città per Wowereit, un inutile sperpero di denaro per Künast. Molti osservatori sono curiosi di capire dove è stato trovato il compromesso. Il fatto che il sindaco avesse a disposizione anche una maggioranza alternativa con la Cdu, favorevole al progetto e intenzionata a lanciare un referendum cittadino se dovesse essere accantonato, potrebbe aver ammorbidito la posizione degli ecologisti. Ad ogni modo, il nuovo esecutivo berlinese potrebbe anticipare i futuri scenari a livello nazionale. A patto che funzioni.

(Pubblicato su Lettera43)