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LIBERALI E PIRATI, VINTI E VINCITORI

Il gioco del proporzionale permette un po' a tutti di mascherare vittorie e sconfitte. Tre risultati, comunque, sono indiscutibili. Klaus Wowereit sarà ancora il borgomastro di Berlino. I liberali hanno subito una nuova, cocente disfatta. I pirati entrano nel parlamento berlinese con la percentuale più alta che i sondaggi attribuivano loro: il 9%. Non è invece del tutto vero che abbia vinto l'Spd e sia stata sconfitta Angela Merkel, come si sostiene in alcuni rapidi commenti apparsi sui quotidiani online italiani.

Wowereit si conferma come un'insostituibile icona di Berlino ma l'Spd, nonostante il primo posto, perde un paio di punti percentuali abbondanti, vede interrompersi a Berlino la striscia positiva delle altre elezioni regionali e, soprattutto, non ha più il partner con cui ha governato gli ultimi 10 anni. Comunque la si voglia vedere, è una bocciatura del governo Spd-Linke guidato dallo stesso Wowereit. Ora gli toccherà cambiare linea: allearsi con i Verdi o con la Cdu. Con i primi avrebbe una maggioranza politicamente più omogenea ma dai margini ristretti: 1 seggio. Con i secondi dovrebbe realizzare più compromessi, ma almeno avrebbe la comodità di poggiare su una base parlamentare più ampia: 11 seggi. I berlinesi hanno comunque detto: Wowereit va bene, il suo governo meno. Arriverà forse una coalizione rosso-verde, ma le trattative non saranno semplici e la vita di una maggioranza che poggia su 1 seggio sarà travagliata.

Angela Merkel avrà invece di sicuro tirato un respiro di sollievo. Dopo una serie di rovesci, per la prima volta a fianco del simbolo della Cdu compare un dato elettorale caratterizzato dal segno più. Il partito recupera nella capitale, allargando i consensi al di là dei tradizionali, benestanti quartieri del sud-ovest. Ma è soprattutto a livello nazionale che il dato di Berlino avrà risvolti positivi per la cancelliera. La leggera crescita della Cdu si contrappone al disastroso crollo dell'Fdp, che negli ultimi giorni aveva provato a cavalcare le resistenze contro il finanziamento dell'ombrello salva Stati Efsf. Pensare ad Atene o Roma piuttosto che a Kreuzberg o Wedding probabilmente ha nuociuto al candidato berlinese liberale, ma la posizione della Merkel sull'Europa appare rafforzata rispetto a quella del suo alleato e nei prossimi giorni il confronto parlamentare sarà più facile. Quanto alle sorti della coalizione liberal-conservatrice, quelle sono già segnate: la cancelliera sa che fra due anni dovrà cercare un altro alleato se vorrà continuare a governare.

Buon risultato per i Verdi, che sono riusciti a limitare l'effetto psicologico di aver visto evaporare con il tempo i consensi e il sogno di piazzare la loro candidata al Rotes Rathaus. Il risultato ottenuto conferma la crescita registrata ovunque in questo 2011 e certifica il passaggio a partito di media grandezza. Potrà governare Berlino, seppur come junior partner, dopo aver comunque registrato il migliore risultato di sempre nella capitale. Flessione della Linke, che perde un piedistallo importante come Berlino e vede ridurre la propria forza ai tradizionali quartieri orientali dove viveva la nomenklatura della Ddr. Disastro liberale: il partito è ancora una volta fuori da un parlamento regionale, sprofondato al 2%, e senza alcuna idea di come possa uscire dal tunnel.

La vera sorpresa è quella dei Pirati. Di botto conquistano quasi il 9%, pescando (secondo le prime analisi elettorali) in parte nelle delusioni di alcuni elettori Spd e Verdi ma soprattutto in quelle per il complesso della politica. Giovani, estranei al voto, in prevalenza maschi, attratti da programmi e discorsi che mettono al centro le esigenze scaturite dal nuovo modello di vita digitale. Ci sarà tempo per parlarne. Come per tutti i partiti che nascono da una protesta, a loro il compito di dimostrare di non essere una meteora.