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BAVIERA, ANTIPASTO ELETTORALE

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In parallelo alla campagna elettorale nazionale, si giocava in Baviera la sfida per il rinnovo del governo regionale. Si sta  votando in queste ore, con una settimana di anticipo rispetto al voto federale. E i bavaresi, che costituiscono in Germania una sorta di popolo a parte, sono ovviamente molto più presi dalle vicende di casa propria che da quelle nazionali. I primi dati sull'affluenza hanno evidenziato un sensibile aumento dei votanti (circa il 10 per cento in più) rispetto a 5 anni prima, quando la Csu perse la maggioranza assoluta.

La Baviera è da decenni il dominio incontrastato della Csu, la costola cristiano-sociale e conservatrice del partito di Angela Merkel: due forze vicine e distinte, riunite a Berlino in un coordinamento parlamentare, l'Unione. È stato il feudo di Franz Josef Strauss, il politico più conservatore che abbia mai calcato la scena politica della Bundesrepublik, capo indiscusso della Csu dal 1961 al 1988, anno della sua morte, poi di Edmund Stoiber, oggi di Horst Seehofer, ministro presidente dal 2008.

Sempre un uomo solo al comando, un cristiano-sociale: raramente uno spazio per dualismi, se si eccettua l'eccentricità della capitale Monaco, dal dopoguerra guidata prevalentemente da sindaci socialdemocratici. Dal 1993 governa ininterrottamente Christian Ude, che questa volta sfida Seehofer per la poltrona regionale ma senza chance di successo, come ha confermato l'ultimo sondaggio pubblicato dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung: Csu al 47%, Spd al 18, Verdi al 12 e la lista civica dei Freie Wähler all'8. Con i liberali presumibilmente fuori dal parlamentino, l'unico interrogativo è se Seehofer riuscirà a riguadagnare per la Csu la maggioranza assoluta, dopo la parentesi del governo di coalizione con l'Fdp. Fra poco più di un'ora, le prime proiezioni scioglieranno il dubbio.

I numeri bavaresi sono da primi della classe: è il Land più vasto della Germania, il secondo più popoloso, il più ricco, quello con meno disoccupati (meno del 4%, statisticamente si parla di piena occupazione), con le scuole e le università migliori, con gli ospedali più efficienti, con le imprese più dinamiche e innovative e con l'agricoltura più moderna. Un idillio con un nome ufficiale che ribadisce la sua specificità: Libero Stato di Baviera. In questo mondo a parte, dove nulla sembra poter funzionare meglio, la campagna elettorale si è concentrata su un'unica questione: l'introduzione del pedaggio autostradale per finanziare il miglioramento delle infrastrutture di trasporto, per troppo tempo trascurate. Seehofer, che conosce bene i suoi polli, ha tirato fuori dal cilindro una proposta che fa a pugni con il diritto europeo, che da queste parti non gode di grande rispetto, almeno finché non si tratta di discutere i sussidi agricoli comunitari: il pedaggio, sottoforma di un contrassegno da applicare sul parabrezza come in Svizzera e in Austria, lo pagheranno solo gli automobilisti stranieri che transitano per le autostrade tedesche.

Una proposta non condivisa dalla cancelliera che ha più volte escluso l'introduzione di un pedaggio sotto un suo governo, ben sapendo che Bruxelles non accetterebbe mai una discriminazione verso altri cittadini dell'Ue, e dunque il contrassegno dovrebbe per forza essere esteso anche agli automobilisti tedeschi. Ma i bavaresi sono cocciuti e Seehofer è il più cocciuto di tutti. In campagna elettorale ha promesso di imporsi come un patriota bavarese nelle future trattative per il governo nazionale.

Già in passato la pressione della Csu è stata decisiva per introdurre le poche riforme di stampo davvero conservatore varate dal governo Merkel nell'ultima legislatura, come il sussidio per l'istruzione in casa dei bambini alle madri che non vogliono mandarli all'asilo. Il partito ha una forte capacità di pressione sull'alleato cristiano-democratico e Seehofer ha già individuato un trucco per far digerire a Bruxelles il contrassegno autostradale per gli stranieri: gli automobilisti tedeschi lo riceveranno automaticamente con il pagamento della tassa annuale sull'auto.

In più, la proposta ha fatto proseliti nel Land confinante del Baden-Württemberg, dove nel consiglio regionale guidato da verdi e socialdemocratici si è formata una maggioranza trasversale favorevole all'introduzione del pedaggio autostradale per gli stranieri. E per Angela Merkel non sarà facile mantenere l'unica promessa fatta esplicitamente agli elettori durante il duello televisivo con Peer Steinbrück.