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Due anni fa il comico inglese Sasha Cohen ha portato sugli schermi il baffuto, volgare e un po’ strambo Borat e in Kazakistan qualcuno si è arrabbiato. Essere rappresentati in tutto il mondo come un popolo di rozzi imbranati non piacerebbe a nessuno.  Quando però ad Astana mi hanno confermato che i flussi turistici cominciavano a salire grazie anche alla pubblicità gratuita, allora hanno capito che non tutto il male, o il peggio, viene per nuocere.  Certo, da queste parti devono ancora comprendere che gli standard ai quali sono abituati i viaggiatori occidentali (dagli hotel ai trasporti) sono ben altri da quelli ora offerti, ma il tempo e la buona volontà sono a favore dei kazaki. ...continua a leggere "SULLE TRACCE DI BORAT"

L’ennesima edizione della crisi del gas con la Russia dimostra che l’Ucraina non ha ancora trovato non solo una soluzione alla questione della propria sicurezza energetica (problema che coinvolge ovviamente anche altri e come si è visto apre rischiose reazioni a catena), ma nemmeno un’elite politica in grado di sollevare il Paese ormai arrivato sull’orlo dell’abisso. Il background del duello è stato spesso definito politico, molti osservatori hanno scomodato Brzezinski e la sua Scacchiera, sono però i risvolti economici che al di là dello sfondo da Grande Gioco determinano sin dall’inizio degli anni novanta i conflitti tra Mosca e Kiev. Che l’Europa abbia scoperto il tutto nel freddo inverno del 2006 è un altro discorso. E nemmeno quest’anno, con l’intervento di Bruxelles e l’invio di osservatori per monitorare che qualcuno non sifoni illegalmente gas, non si può certo dire che sul piatto della bilancia ci sia qualcosa di più pesante che il conto della bolletta. Negli ultimi quindici anni Gazprom ha chiuso i rubinetti diverse volte (1993, 1997, 2000, 2006, 2009) mentre a Kiev Leonid Kuchma prima e Viktor Yushchenko poi hanno dovuto regolarmente mettere mano al portafoglio e saldare i debiti a Boris Eltsin e Vladimir Putin. Ora l’Ucraina, finita l’era dei prezzi di favore, dovrà incominciare a pagare per il gas russo prezzi di mercato. Dura lex, sed lex. ...continua a leggere "L’UCRAINA SULL’ORLO DEL COLLASSO"

Craig Murray was the United Kingdom’s Ambassador to Uzbekistan until he was removed from his post in October 2004 after exposing appalling human rights abuses by the US-funded regime of President Islam Karimov. In this candid and at times shocking memoir, he lays bare the dark and dirty underside of the War on Terror. ...continua a leggere "MURDER IN SAMARKAND"