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Prima del 24 agosto 1991 l’Ucraina era una delle quindici repubbliche dell’URSS, presente sin dalla fondazione nel 1922. Dopo quasi settant’anni di comunismo, l’arrivo del riformatore Mikhail Gorbaciov al Cremlino e il definitivo collasso del sistema, Kiev si rese indipendente da Mosca, anche se ancora oggi il legame è molto stretto. Per ragioni storiche, culturali, politiche ed economiche. Se infatti in questi due decenni l’Ucraina si è formalmente distaccata dalla Russia i rapporti tra i due Paesi sono inevitabilmente segnati dal passato, nel bene e nel male. ...continua a leggere "CONFUSIONE ARANCIONE"

Vent’anni senza Muro. Vent’anni senza cortina di ferro.Vent’anni in cui i Paesi dell’Europa dell’Est hanno marciato faticosamente verso la piena integrazione nella comunità occidentale. Berlino, Danzica, Praga,Budapest: i segni di un passato ancora vicino sono visibili, ma la modernità ormai abita anche qui. Storia e presente si toccano. Ma a che punto siamo, oggi? Matteo Tacconi è andato a vedere. ...continua a leggere "C’ERA UNA VOLTA IL MURO"

C'è una "grande Russia" nell'orizzonte del Terzo millennio europeo da poco iniziato? Molte tose lo farebbero supporre. In questo libro Fabrizio Dragosei ci racconta quello che sta dietro alle notizie ufficiali. La "Grande Rapina" che ha consentito a un pugno di privilegiati di mettere le mani sulle ricchezze della Russia (petrolio, pietre preziose, minerali rari). ...continua a leggere "STELLE DEL CREMLINO"

Se in Italia praticamente nessuno si occupa a livello giornalistico di Asia centrale negli Usa é diverso. Uno dei migliori libri pubblicati in inglese e ora anche in italiano sugli Stan é quello di Steve LeVine. LeVine è uno che sa bene quello che scrive per essere stato corrispondente tra Caucaso e Asia centrale dal 1992 al 2003. Dagli uffici di Almata, Baku, Tashkent e Tbilisi, ha seguito le vicende dell’area per Newsweek, Financial Times, Washington Post, New York Times, e infine per il Wall Street Journal. Ora aggiorna chi si interessa di Caspio, petrolio e affini dal suo blog Oilandglory. Un must, un po come GazpromNation, libro e blog.

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Remoto, ostile, instabile, il Mar Caspio ha a lungo tentato il mondo con le sue grandi riserve petrolifere. Ma gli stranieri, bloccati dal sistema chiuso dell’Unione Sovietica, non vi poterono arrivare. Poi l’Unione Sovietica crollò, e nella regione iniziò una corsa frenetica su vasta scala. Insieme ai petrolieri, si accalcarono nel Caspio i rappresentanti dei principali Paesi del mondo in cerca di una quota dei trenta miliardi di barili di riserve petrolifere certe che erano in gioco, e iniziò una tesa battaglia geopolitica. I principali competitori erano Mosca e Washington – la prima cercando di mantenere il controllo sui suoi Stati satellite, la seconda intenta a far sloggiare la Russia a beneficio dell’Occidente. ...continua a leggere "IL PETROLIO E LA GLORIA"

E se la guerra energetica fosse iniziata già nel 1945? La storia avvincente dello scontro tra Stati Uniti e Russia per il controllo dei territori petroliferi, dal Medio Oriente all'Africa, e le mosse spregiudicate dei protagonisti per influenzare il mercato mondiale dell'energia. Un testo appassionante e preciso, ricco di curiosità e aneddoti: dalle stravaganze dei re sauditi alle vicende delle spie sovietiche e americane; senza dimenticare le guerre che hanno insanguinato gli ultimi 60 anni. Inoltre una parte molto accurata svela le strategie di Enrico Mattei per far emergere l'Eni sulla scena mondiale.

(Dal sito dell'editore)

 

Sembra che tutto sia già stato detto su Medio Oriente, petrolio e controllo delle fonti energetiche: storie di affari, spionaggio e terrorismo intrecciate con strategie geopolitiche, trattative diplomatiche e interventi militari. Eppure Stefano Casertano restituisce al lettore una storia poco conosciuta grazie a un lavoro minuzioso e accanito nella ricerca di documentazione di prima mano in archivi riservati, sempre attento ai risvolti psicologici e strategici delle scelte delle grandi potenze, capace di illustrare i piani di business e le iniziative dei manager delle imprese petrolifere (la parte dedicata all'azione di Mattei e dell'Eni è esemplare). Così la storia del duello tra le due superpotenze diventa nitida e comprensibile: e insieme quella dei paesi che dal mar Caspio al mar Rosso entrano come protagonisti o come comparse nel Great Game. La rivoluzione islamica in Iran del 1979 e lo scontro tra l'Urss di Gorbaciov e gli Stati Uniti di Reagan vengono raccontati da un punto di vista nuovo e illuminante; persino il futuro dei rapporti tra Obama e Putin - e siamo ai nostri giorni - acquisisce una nuova luce interpretativa: il motore della Guerra fredda non è stato alimentato solo dalla volontà di potenza, ma da una ricerca determinata e aggressiva del controllo totale delle fonti di approvvigionamento energetico.

(Dalla prefazione di Giulio Sapelli)

Stefano Casertano

Sfida all'ultimo barile
Russia e Stati Uniti per il dominio dell'energia

Brioschi, 320 pagine, 19 Euro